UniCredit e Mps offrono sui mutui la revisione gratis

È stato il mercato ieri a trovare una soluzione "sul campo" per le famiglie che non riescono più a pagare le rate dei mutui a tasso variabile o che hanno difficoltà ad onorare i contratti: Unicredit e Mps hanno proposto la rinegoziazione gratuita del mutuo a tasso variabile, l'allungamento del periodo di ammortamento senza oneri aggiuntivi o commissioni a carico del contraente.

Intanto il Governo ha deciso di studiare forme di intervento pubblico ancor più incisive di quanto fatto finora: oltre alla "lenzuolata" del ministro dell'Economia Pier Luigi Bersani per semplificare e ridurre gli oneri sulla portabilità dei mutui e in aggiunta all'aumento in Finanziaria a 4.000 euro della quota prima casa tra le detrazioni Irpef, il viceministro Vincenzo Visco intende esplorare nuove iniziative di sostegno. Naturalmente senza importare in Italia la soluzione Bush, perchè i subprime cosiddetti in Italia non esistono.

Il problema resta complesso, anche se un aiuto finanziato da fondi pubblici (lo Stato potrebbero accollarsi alcuni costi come le penali) sarebbe circoscritto ai prestiti per l'acquisto della prima casa e alle famiglie meno abbienti: come intervenire, in quali sedi, in che tempi, per quale target di mutuatari, con quali e quanti fondi pubblici e reperibili dove? sono tutti interrogativi che il ministero dell'Economia si sta ponendo. E che difficilmente troveranno risposta in tempo per agganciare una norma al treno in corsa della Finanziaria.

Il mercato, incoraggiato dalle forze politiche e dal Governo ma soprattutto spinto dalla concorrenza, resta l'unico in grado di intervenire in maniera efficace, in tempi rapidi per tamponare il problema esattamente dove si manifesta. Roberto Nicastro, deputy ceo di Unicredit Group, ha spiegato ieri come la sua banca abbia contattato oltre 15.000 clienti in difficoltà, proponendo l'allungamento del piano di ammortamento in modo da ridurre l'importo della rata senza oneri aggiuntivi: accogliendo così la proposta avanzata da Cittadinanzattiva.

«Dopo il rialzo dei tassi siamo intervenuti per quei clienti che sulla base dei nostri dati erano in difficoltà e per i quali era importante ottenere una rata equilibrata rispetto al reddito disponibile», ha precisato Nicastro. L'Unicredit Group di Alessandro Profumo intende estendere questa possibilità anche ai mutuatari delle banche recentemente confluite nel gruppo dopo l'operazione di fusione con Capitalia.

Anche il Montepaschi di Siena si è mosso ieri in questa direzione. Mps, in accordo con le 15 principali associazioni dei consumatori, ha varato una politica per permettere ai mutuatari di rivedere, senza costi amministrativi o bancari, le condizioni dei prestiti. Ha proposto una rinegoziazione che non comporterà alcuna spesa notarile o di istruttoria. L'intervento di allungamento del periodo di ammortamento sarà tale da ridurre significativamente la rata del mutuo, «anche di diverse centinaia di euro al mese».

Le associazioni dei consumatori hanno richiesto tuttavia di fornire al cliente la massima informativa e trasparenza sugli importi di rata e capitale residuo: per evitare sorprese.

E' indubbio che il numero dei mutuatari italiani in difficoltà stia crescendo: i ritardi dei pagamenti sono in aumento come anche i pignoramenti (anche se questi utimi si mantengono ancora attorno all'1-1,5% sul totale dei contratti). Le rate dei mutui a tasso variabile lievitano da due anni: prima perchè con la crescita la Bce ha alzato i tassi guida, ora perchè la crisi di liquidità provocata dalla crisi subprime ha fatto schizzare all'insù il tasso interbancario Euribor. I ritocchi sono stati tali e tanti da aver messo con le spalle al muro un numero crescente di mutuatari: una percentuale ancora molto bassa rispetto a quella americana, ma pur sempre un problema dai risvolti economici e sociali.

Sono due le strade maestre per abbassare o bloccare la rata: estinguere il mutuo della propria banca per riaccenderlo presso un altro istituto a condizioni migliori oppure rinegoziarlo con la propria banca estendendo il periodo di ammortamento. La portabilità del mutuo, oltre a essere stata semplificata dalle liberalizzazioni di Bersani, presenta ora costi e oneri molto bassi o nulli. Ma le banche, pur di non perdere il cliente, hanno preferito puntare sulla rinegoziazione (abbassa la rata ma aumenta il numero di rate nel tempo) e ridurre o azzerare le spese.

L'Abi ha calcolato che nei primi nove mesi di quest'anno sono stati rinegoziati 42.000 mutui.

di Isabella Bufacchi

da IlSole24ORE.com

7 dicembre 2007 · Patrizio Oliva

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  • karalis 7 dicembre 2007 at 20:48

    Non lasciatevi prendere dall'entusiasmo leggendo questo articolo. Ma figuratevi se gente come Profumo & company si lasciano commuovere dalle difficoltà di famiglie alle prese con mutui a tasso variabile schizzati, oltre misura dopo l'aumento dell'EURIBOR.
    Si tratta, leggendo più attentamente, di un pedissequo allungamento della durata del mutuo. Praticamente vi lasciano la rata costante, ma aumentano il numero delle rate. Secondo un meccanismo dettagliatamente descritto in quest'altro articolo.
    Dunque, nessuna generosità da parte dei banchieri. Stupisce solo come le associazioni dei consumatori non lascino emergere il trucco che c'è sotto.
    Pubblicità gratis, una ripulitina all'immagine con una operazione equivoca e senza spese. Ma tranquilli, che un cent di tasca propria questi non lo sganciano ... .....