Quando il pagamento di un debito del defunto configura accettazione tacita dell'eredità [Commento 1]

  • tango2 3 aprile 2015 at 13:25

    Vorrei chiedere se sia legittimo che, in caso di decesso di un parente, uno dei 4 eredi saldi arbitrariamente tutto il debito bancario del defunto chiedendone agli altri coeredi la restituzione pro quota più interessi maturati fino alla futura data di estinzione. Poiché l'erede che ha estinto il debito si oppone continuamente alla divisione testamentaria e gli altri coeredi non sono in condizione di saldare il debito pro quota, gli interessi aumentano continuamente ed alla fine tutta l'eredità sarà assorbita appunto dall'unico erede che ha pagato la banca.

    • Ludmilla Karadzic 3 aprile 2015 at 17:16

      Il codice civile (articolo 754) parla chiaro: gli eredi sono tenuti verso i creditori al pagamento dei debiti in proporzione della loro quota ereditaria. Il coerede che ha pagato oltre la parte a lui incombente può chiedere agli altri coeredi soltanto la parte per cui essi devono contribuire. Il coerede, cioè, conserva la facoltà di chiedere il pagamento del debito saldato al creditore, detratta la parte che deve sopportare come coerede.

      Questo per rispondere alla prima parte della domanda: il coerede che paga tutti i debiti lasciati dal defunto è legittimato a farlo.

      Per quanto attiene, invece, il timore espresso nella seconda parte, va precisato che, sempre secondo il codice civile (articolo 752), i crediti del de cuius, a differenza dei debiti, non si dividono automaticamente, ma entrano a far parte della comunione ereditaria. Anche secondo giurisprudenza consolidata, i crediti non si dividono automaticamente ma vengono ripartiti tra i coeredi con la divisione di tutta la massa ereditaria, per cui è vietato al singolo coerede (anche quello che si è assunto l'onere di pagare i creditori del de cuius) di compiere gli atti individuali dispositivi sulla massa ereditaria ed è perciò necessario che qualsiasi atto, che a essi si riferisca, sia posto in essere congiuntamente da tutti i coeredi.

      Ciò significa, in pratica, che il coerede che ha saldato i debiti del defunto non può per questo compiere atti individuali dispositivi dei conti correnti del defunto: un solo coerede, infatti, non potrà agire unicamente in nome proprio per riscuotere in tutto o in parte l'eredità lasciata in conto corrente o in deposito titoli. Ed è questa la ragione per cui, probabilmente, il coerede che ha pagato si oppone alla divisione ereditaria: vorrebbe prima rientrare delle quote dovute dagli altri coeredi.

      La banca, infatti, dovrà comunque ripartire la disponibilità lasciata dal de cuius fra i coeredi. Il coerede che ha assunto l'onere di saldare i debiti del defunto dovrà richiedere la quota a ciascuno dei coeredi e, semmai, agire per vie giudiziali per ottenere il rimborso di quanto anticipato.

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