L'ufficiale giudiziario secondo il profilo normativo italiano

Vediamo quale è il ruolo dell'ufficiale giudiziario secondo il profilo normativo italiano.

Gli ufficiali giudiziari, addetti agli Uffici Notificazioni esecuzioni e protesti degli uffici giudiziari sono ausiliari dell'ordine giudiziario. Essi procedono all'espletamento degli atti loro demandati quando tali atti siano ordinati dall'autorità giudiziaria o siano richiesti dal cancelliere o dalla parte.

E' fatto loro divieto di assumere negli uffici personale privato.

L'Ufficiale Giudiziario è un organo con potestà giurisdizionale che svolge funzioni ausiliarie del giudice, ma anche proprie autonome funzioni sia in campo civile, amministrativo, che stragiudiziale. Inoltre, non può assumere impieghi pubblici o privati, esercitare il commercio, l'industria, né alcuna professione o accettare cariche in società costituite a fine di lucro.

L'ufficiale giudiziario è un dipendente pubblico e non è titolare di un proprio studio come avviene in altri paesi europei.

Per la sua attività utilizza beni e strutture della pubblica amministrazione ed opera sotto la sorveglianza del magistrato capo dell'ufficio giudiziario a cui appartiene.

Gli Ufficiali Giudiziari prestano servizio presso i cosiddetti uffici NEP (Ufficio Notificazioni Esecuzioni e Protesti) istituiti presso ciascuna Corte di Appello, Tribunali o Sezioni Distaccate di Tribunali.

Nell'U.N.E.P. sono addetti tre figure con posizioni economiche diverse: i funzionari U.N.E.P., gli Ufficiali Giudiziari e gli assistenti giudiziari. Le prime due figure provvedono ad eseguire gli atti di esecuzione e notificazioni mentre gli assistenti svolgono attività preparatoria connessa agli atti di notificazione ed esecuzione.

L'attività dell'Ufficiale Giudiziario oggi è disciplinata in parte dal DPR 15/12/1959, n. 1229 (ordinamento) ed in parte da Contratti collettivi nazionali di lavoro.

Dottrina e giurisprudenza si sono più volte espresse sulla equiparazione dell'Ufficiale Giudiziario agli impiegati dello Stato.

Ad ogni modo, una delle ultime interpretazioni precisa che gli ufficiali giudiziari in quanto inseriti nell'organizzazione dello Stato in base ad un atto formale di nomina, sono impiegati civili dello Stato e quindi, per quanto non previsto dal loro speciale ordinamento, si deve applicare anche a loro lo statuto generale degli impiegati civili dello Stato, qualora le caratteristiche peculiari dell'attività da essi svolta non giustifichino un trattamento differenziato rispetto a quello degli altri dipendenti dello Stato.

Occorre puntualizzare che l'Ufficiale Giudiziario italiano, se pur equiparato istituzionalmente ad un funzionario statale, in realtà è una figura ibrida. Infatti:

  • non è vincolato all'osservanza di un orario di lavoro nonostante ci siano leggi e direttive europee che impongono dei limiti massimi;
  • è sostituto d'imposta;
  • utilizzata la propria autovettura per l'espletamento del servizio;
  • versa una cauzione prima di essere immesso nel proprio ruolo;
  • amministra il proprio fondo spese ufficio costituito da una percentuale sugli emolumenti riscossi dalle parti private;
  • autofinanzia lo stipendio - minimo garantito - con i diritti che riscuote dalla parti private;
  • ha responsabilità personali civili, penali, amministrative, disciplinari, fiscali e patrimoniali collegate all'espletamento del proprio ruolo;
  • può svolgere attività a regime di compensi come le offerte reali nonché l'arbitrato e le consulenze tecniche, se pur previa autorizzazione del Capo dell'ufficio.

Dunque, le attività dell'Ufficiale Giudiziario sono di natura:

  • civile
  • penale
  • stragiudiziale.

In materia penale l'Ufficiale Giudiziario provvede principalmente alla notificazione degli atti, mentre in materia civile provvede alla notificazione, all'esecuzione delle sentenze e degli altri titolo esecutivi con l'assistenza, se necessario, della Forza pubblica.

Per quanto concerne le attività stragiudiziali, provvede:

  • servizio protesti cambiari e di assegni;
  • la notificazione di atti stragiudiziali (diffide, intimazioni);
  • la messa in mora formale del creditore mediante offerta reale o per intimazione.

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