Le nuove armi a disposizione del creditore » Tutto sull'uso dello strumento telematico da parte dell'ufficiale giudiziario per la ricerca dei beni del debitore [Commento 1]

  • lino2307 4 novembre 2015 at 14:42

    Il 25-2-2014 ho chiesto un finanziamento che mi hanno concesso per un totale di 40.810,18 da pagare in 120 rate da 478,20€ ognuna.

    Purtroppo dovuto alla crisi, la ditta dove lavora mia moglie (garante) a Marzo 2014 è andata in crisi mettendo tutti gli operai in cassa integrazione facendola lavorare solo un giorno a settimana, questa situazione è durata fino a fine Novembre 2014. Nel frattempo sono stato tartassato da persone che chiamavano con numero privato minacciandomi dicendo che se non pagavo mi avrebbero pignorato “mobili, immobili, stipendio e quant’altro, gli ho fatto presente la mia situazione finanziaria.

    Non mi sono fatto intimidire e ho preteso da loro cognome, numero di telefono e per conto di chi chiamavano di cui non hanno voluto dirmi. Dalle mie “diciamo” indagini ho scoperto che tale numero 081*********** apparteneva a un recupero crediti. Il 02/07/2014 mi è stata inviata una lettera dalla finanziaria alla quale ho telefonato facendogli presente anche a loro la mia situazione riguardo la C.I.G. di mia moglie. Il 26/8/2014 mi è arrivata raccomandata DECADUTO BENEFICIO DEL TERMINE.

    Tanto per cambiare sempre a Novembre 2014 dopo 18 anni ho dovuto lasciare la casa dove abitavo in comodato d'uso e mi sono dovuto trovare una casa in affitto dove pago 600,00€ al mese. Il 17 Dicembre mia moglie è stata ricoverata all'ospedale d'urgenza dove gli hanno riscontrato: insufficienza cardiaca: valvola mitralica insufficiente dovuta a febbre reumatica acuta e ventricolo sx dilatato con conseguente rigurgito del sangue con arimia atriale.

    Tre mesi fa l'INPS gli hanno riconosciuto l'inabilità a meno di un terzo solo per quanto riguarda le sue mansioni (operaia tessile su macchine circolari). L'INPS gli ha riconosciuto l'assegno di invalidità IO (soggetto a revisione ogni tre anni per 3 volte) di 1.150,00€ al mese avendo 39 anni di contributi e 54 di età.

    Vi ho ho spiegato il tutto perchè oggi 20/10/2015 l'ufficiale giudiziario è venuto a casa a consegnarci decreto ingiuntivo del tribunale.

    Dato che non mi sono mai trovato in tale situazione, anzi ho anche estinto anticipatamente dei prestiti, sinceramente non so cosa fare visto che ho solo 40 giorni di tempo.

    Io sono in pensione e percepisco 2.250,00€ al mese meno 450,00€ x cessione del quinto, quindi 1.800,00€ al mese. Ho una figlia di 26 anni che non non riesce a trovare nessun tipo di lavoro, speriamo .

    Premetto che dalle 1.800,00€ che pendo c'è da togliere il fido di 1.200,00€ concessomi dalla banca anni fa.

    Non dico che i debiti non si devono onorare, per carità, non voglio giustificarmi, ma come cavolo fa uno con questa maledetta crisi che attanaglia tutti dal 2012.

    Inoltre nel web ho trovato “nuovi limiti pignoramento per le pensioni” D.L. 83/2015 sulla modifica del'art. 545 del codice di procedura civile.

    Chiedo cortesemente delucidazioni in merito o consigli su cosa posso fare? Ve lo chiedo perchè sinceramente non so dove sbattere la testa.

    Inoltre scusate se ve lo chiedo: ma la finanziaria prima di far mandare un DECRETO INGIUNTIVO non dovrebbe fare delle indagini inerenti alla situazione finanziaria del debitore visto che non ha voluto saperne niente fino adesso?

    • Simone di Saintjust 4 novembre 2015 at 16:28

      Evidentemente, la finanziaria ha svolto con accuratezza le indagini patrimoniali sul debitore, appurando che egli percepisce una pensione dall'INPS, con la quale potrà rimborsare il prestito ricevuto.

      Le somme da chiunque dovute a titolo di pensione non possono essere pignorate per un ammontare corrispondente alla misura massima mensile dell'assegno sociale, aumentato della metà.

      Questa la sostanziale modifica, apportata dal D.L. 83/2015 all'articolo 545 del codice di procedure civile, in tema di pignoramento della pensione: in pratica viene definito per legge l'importo del "minimo vitale".

      Ciò vuol dire che se la pensione percepita è di 2.250 euro (al netto delle ritenute di legge ed al lordo della cessione del quinto) la quota pignorabile si ottiene detraendo a tale importo circa 750 euro (misura massima mensile dell'assegno sociale, aumentato della metà, ovvero il minimo vitale impignorabile); la quota pignorabile della pensione risulta pertanto essere pari a 1.500 euro.

      Ne consegue che per il debito acquisito con la finanziaria e non rimborsato, il rateo mensile di pensione subirà un pignoramento di circa 300 euro/mese (il 20% della quota pignorabile calcolata sulla retribuzione netta, comprensiva della somma destinata a servire la cessione).

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