Evitare le multe da tutor grazie a traffico curve o dispositivi spenti

Ancora qualche consiglio su come e quando evitare le multe da tutor: problematiche per dispositivi non in funzione e altro ancora.

Innanzitutto, c'è da dire che i rallentamenti e le frenate che possono avvenire nel corso del viaggio incidono notevolmente sulla velocità media.

Basta che un camion occupi la corsia di sorpasso o che un'auto si immetta da una strada di confluenza per far variare alla nostra auto il tempo di percorrenza della strada.

Un altro aspetto che spesso si ignora è che, nel caso di curve, la velocità media ai fini della multa col tutor viene calcolata considerando la linea più breve: in pratica tutte le curve vengono tagliate in modo perfetto, una manovra da manuale che solo i corridori più esperti sanno fare.

Capita invece che l'automobilista sia portato a seguire la traiettoria esterna della curva, accompagnando lo sterzo alla direzione della stessa strada, specie quando questa è trafficata e non consente direzioni libere.

Infine, è bene notare che laddove è presente l'apparecchio del tutor non è detto che esso debba essere necessariamente acceso.

A volte gli stessi strumenti vengono utilizzati per immortalare la velocità dell'auto in modo istantaneo, ossia al momento del loro passaggio, così come farebbe un comune autovelox, senza quindi considerare la media tra la “porta di entrata” e quella di “uscita”.

Se così dovesse essere, la multa potrebbe essere impugnata davanti al giudice di pace per mancata indicazione, da parte della segnaletica stradale, dello strumento presente sul tratto.

Insomma, il cartello non può indicare che è presente il tutor, mentre invece poi l'automobilista si ritrova davanti un autovelox.

26 aprile 2016 · Andrea Ricciardi

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