Alcuni casi particolari da porre all'attenzione del viaggiatore

Alcuni casi particolari che possono capitare al turista/viaggiatore in ambiti border line.

Veniamo ad alcuni casi border line che possono capitare, spesso, al viaggiatore.

Ad esempio, il turista che ha acquistato un pacchetto vacanze per una meta sicura ma deve fare scalo in un Paese a rischio può riprogrammare il viaggio?

In questo caso, molto dipenderà anche da quanto tempo dovrà rimanere in quel luogo ed andrà concordato con l'agenzia di viaggi.

Per le escursioni programmate nei luoghi caldi del territorio, l'interessato potrà richiedere il rimborso relativo al costo della singola escursione.

In definitiva, la risoluzione del contratto di acquisto di un pacchetto turistico è possibile quando c'è una causa di forza maggiore sopravvenuta alla conclusione del contratto stesso.

È possibile richiedere il rimborso o la riprogrammazione del pacchetto-viaggio solo per le aree esplicitamente sconsigliate dal ministero degli Affari Esteri.

Da notare bene che la riprogrammazione non vale per tutto lo Stato in questione ma solo per le zone definite esplicitamente a rischio.

Inoltre, in caso di escursioni nelle aree a rischio, con partenza da aeree sicure, è possibile chiedere la riprogrammazione in altri luoghi o il rimborso relativamente alle singole escursioni.
- La richiesta di riprogrammazione va fatta all'agenzia che ha venduto il pacchetto turistico.

Il rifiuto ingiustificato del viaggiatore ad accettare una destinazione turistica alternativa offertagli dal tour operator, non comporta responsabilità risarcitoria di quest’ultimo.

Scegliendo la restituzione dell'importo la disciplina applicabile è:

  • l'art 36 lett d) D.Lgs 79/2011 quando è stata versata solo la caparra. In questi casi (come previsto all'art 1385 codice civile) la restituzione del doppio non si applica e l'importo versato a titolo di caparra viene restituito qualora il recesso dipenda da fatto sopraggiunto non imputabile.
  • l'art 42 del D.Lgs 79/2011, in base al quale se il viaggiatore recede dal contratto in caso di modifiche prima della partenza e in caso di mancata accettazione delle stesse per giustificato motivo o il pacchetto venga cancellato prima della partenza “per qualsiasi motivo tranne che per colpa del turista”, questi ha diritto ad usufruire di un altro pacchetto di qualità equivalente o superiore senza supplemento di prezzo o di un pacchetto turistico qualitativamente inferiore, previa restituzione della differenza del prezzo; oppure gli è rimborsata, entro sette giorni lavorativi dal momento del recesso o della cancellazione, la somma di danaro già corrisposta”.

20 novembre 2015 · Andrea Ricciardi

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