Il ricorso al garante della privacy

Il ricorso al garante della privacy è un atto più formale rispetto al reclamo, e impedisce un qualsivoglia procedimento in tribunale.

Si può presentare ricorso al Garante dopo aver provato a rivolgere le proprie richieste al gestore/titolare del trattamento dei dati, nel caso in cui sia decorso inutilmente il tempo utile per un riscontro, 15 giorni dal ricevimento, oppure quando la risposta ricevuta è insoddisfacente.

Nel caso in cui vi sia il rischio, per l'interessato, di subire un danno imminente e irreparabile, il ricorso può essere presentato subito, senza invio di richieste al gestore/titolare del trattamento o comunque senza attendere i 15 giorni per la risposta.

Il ricorso deve contenere

  1. gli estremi del ricorrente e dell'eventuale legale che lo rappresenta;
  2. gli estremi del gestore/titolare del trattamento dei dati;
  3. la data di inoltro della richiesta che non ha ricevuto risposta nei 15 giorni utili o ha ricevuto risposta insoddisfacente oppure il danno imminente ed irreparabile che permettere di prescindere dalla stessa;
  4. gli elementi di contestazione;
  5. il provvedimento richiesto al Garante;
  6. il domicilio eletto al fine del procedimento;
  7. la sottoscrizione autenticata del ricorrente (l'autenticazione non è necessaria se firma un legale o se la firma viene apposta presso gli uffici del Garante).

Inoltre, vanno allegati la copia della richiesta rivolta al gestore/titolare del trattamento, l'eventuale procura, la documentazione utile ai fini della valutazione e l'indicazione di un recapito per l'invio di comunicazioni al ricorrente o al suo rappresentante (anche fax, posta elettronica, telefono) ed, infine, la prova del versamento dei diritti di segreteria.

Per essere valido il ricorso dev'essere presentato direttamente all'ufficio del garante oppure per raccomandata a/r oppure tramite email con firma digitale oppure tramite posta elettronica certificata.

Il Garante della privacy, ricevuto il ricorso, contatta il gestore/titolare del trattamento dei dati per tentare di farlo aderire "spontaneamente" alle richieste.

Se ciò non avviene il procedimento va avanti.

Il ricorrente e la controparte possono chiedere di essere sentiti, anche in contraddittorio, e presentare memorie e documenti. Possono anche essere disposte perizie. Il ricorrente può farsi rappresentare da un legale o da una persona di fiducia.

Il Garante della privacy deve pronunciarsi entro 60 giorni (allungati di ulteriori 40 nei casi complessi: la mancata pronuncia del garante entro tale termine equivale a rigetto.

Il garante della privacy può disporre in casi particolari, il blocco, in via provvisoria, completo o parziale dei dati, oppure l'immediata sospensione di una o pi§ operazioni di trattamento, oppure la cessazione del comportamento illegittimo, ordinata con decisione motivata al gestore/titolare del trattamento dei dati.

Il Garante della privacy decide anche le spese, in misura forfettaria, posti a carico della parte soccombente o compensati (conta anche la richiesta fatta dalle parti al riguardo).

Il provvedimento del Garante viene comunicato alle parti e queste possono opporvisi entro 30 giorni davanti al giudice ordinario.

L'opposizione può riguardare anche il rigetto tacito, e in questo caso va fatta entro 30 giorni dal termine di 60 giorni detto sopra. Il ricorso avverso la pronuncia del Garante non ne sospende gli effetti.

4 novembre 2014 · Tullio Solinas

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