La responsabilità della banca quando il correntista è vittima di phishing informatico

Quali sono le responsabilità della banca quando il correntista è vittima di phishing informatico.

Tutte le volte in cui il cliente dichiari di non aver autorizzato la propria banca al pagamento fraudolento, sarà quest’ultima tenuta a rimborsarlo.

La banca deve provare la colpa del cliente se non vuole risarcirlo, dando prova che questi ha tenuto un comportamento imprudente.

Se però la banca, che ha rimborsato immediatamente il cliente, dimostra che l'operazione era stata autorizzata, allora la somma dovrà esserle, naturalmente, restituita.

Inoltre, il cliente non sarà rimborsato se ha agito con imprudenza e imperizia particolarmente gravi e, pertanto, non scusabili. Questo il caso della risposta alla falsa e-mail con la quale gli si chiede di digitare i dati della propria carta.

Il cliente bancario, quindi, deve innanzitutto prevenire, mantenendo un alto livello di attenzione e controllo.

Non si deve rispondere ad e-mail provenienti da soggetti che chiedono di digitare i propri dati, né aprire file dei quali non si conosce la provenienza.

Quando ci si accorge di qualche anomalia, inoltre, è bene mandare subito una e-mail all'emittente della carta per bloccarla o per bloccare l'operatività online del conto.

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Stai leggendo La responsabilità della banca quando il correntista è vittima di phishing informatico Autore Giovanni Napoletano Articolo pubblicato il giorno 7 agosto 2015 Ultima modifica effettuata il giorno 30 gennaio 2016 Classificato nella categoria tutela consumatori - frode creditizia e furto di identità Inserito nella sezione tutela consumatori del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

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