La compagnia marittima ricorre al Tar e ottiene una parziale vittoria - l'Antitrust non ci sta e si rivolge al Consiglio di Stato

Nel 2009 il Tar del Lazio conferma il giudizio dell'Agcm sull'ingannevolezza dei messaggi pubblicitari, volti ad enfatizzare un prezzo base, ponendo volutamente in poco risalto altre voci che concorrono in modo significativo a determinare il prezzo reale.

Ma allo stesso tempo, ritiene non grave il comportamento dell'azienda, in quanto la pubblicità, sia pure con caratteri ridotti e di non facile lettura, conteneva comunque tutte le informazioni utile a calcolare il costo effettivo del biglietto.

La sanzione perciò viene stata ridotta da 370.000 euro a 290.000 euro.

In più, con riferimento alla procedura di acquisto dei biglietti, il Tar ha afferma che la pratica contestata è precedente all'entrata in vigore del regolamento numero 1008 del 2008 del Parlamento europeo e della Commissione europea, che prevede un consenso espresso per i supplementi di prezzo opzionali e perciò annulla la sanzione di 120.000 euro.

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