Anche la costituzione di un trust può essere sanzionabile se finalizzata esclusivamente ad evadere IRPEF ed IVA

La legge sanziona, come è noto, chiunque, al fine di sottrarsi al pagamento di imposte sui redditi o sul valore aggiunto, ovvero di interessi o sanzioni amministrative relativi a dette imposte, per un ammontare complessivo superiore a 50 mila euro, aliena simulatamente o compie altri atti fraudolenti sui propri o su altrui beni, idonei a rendere in tutto o in parte inefficace la procedura di riscossione coattiva.

Ai fini della configurabilità del reato, si richiede esclusivamente che l'atto simulato di alienazione o gli altri atti fraudolenti sui beni siano idonei ad impedire il soddisfacimento totale o parziale dei credito tributario, non essendo necessaria la sussistenza di una procedura di riscossione in atto.

L'oggetto giuridico dei reato può configurarsi anche qualora, dopo il compimento degli atti fraudolenti, avvenga comunque il pagamento dell'imposta e dei relativi oneri accessori.

Si tratta di un reato rispetto al quale la condotta penalmente rilevante può essere costituita da qualsiasi atto o fatto fraudolento intenzionalmente volto a ridurre la capacità patrimoniale del contribuente stesso, riduzione da ritenersi idonea sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo, a vanificare in tutto od in parte, o comunque rendere più difficile, una eventuale procedura esecutiva.

La legge sanziona non solo l'alienazione simulata, ma tutti gli atti la cui connotazione comune è data dal loro carattere fraudolento, da intendersi come comportamento che, sebbene formalmente lecito - come peraltro lo è l'alienazione di un bene - sia però caratterizzato da una componente di artificio o di inganno.

Fattispecie sanzionabili sono, ad esempio, la cessione simulata dell'avviamento commerciale, la cessione di immobili e quote sociali alla convivente da parte di un commercialista, la pluralità di trasferimenti immobiliari, la costituzione di un fondo patrimoniale, la messa in atto, da parte degli amministratori, di più operazioni di cessioni di aziende e di scissioni societarie simulate finalizzate a conferire ai nuovi soggetti societari immobili.

Ma, anche la costituzione di un trust qualora l'operazione effettuata comporti, quale unica conseguenza, la sottrazione del patrimonio societario ad eventuali azioni dell'erario finalizzate alla riscossione delle imposte.

Quelle appena esposte le conclusioni a cui sono prevenuti i giudici della Corte di cassazione (sezione penale) nella sentenza numero 15449/15.

6 maggio 2015 · Giorgio Martini

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