Truffa legata al recupero del credito

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IN MANETTE TRE FUNZIONARI, FACEVANO ANCHE REGALI A DIRIGENTE E IMPIEGATI

Il recupero dei crediti era una truffa milionaria. Sono 1400 i clienti truffati.  Incassavano ma non lo dichiaravano a Deutsche Bank.

Recuperavano i crediti per conto di Deutsche Bank. E si tenevano i soldi. Almeno tre milioni di euro in cinque anni, secondo i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria che l'altro giorno hanno arrestato S. D., 55 anni, e E. F., di 50, entrambi residenti nel Ferarrese; G. P., di 59, vicecapo del Centro per il recupero del contenzioso (Curc) della banca tedesca, ufficio inserito nella divisione interna «Prestitempo», con la sede di Torino competente su migliaia di pratiche in tutt’Italia.

Un ufficio decapitato alcuni mesi fa, con la sospensione del responsabile e il licenziamento di P. Ad avviare gli accertamenti è stata proprio la Deutsche Bank, che ha poi chiesto l'intervento della procura. Un'indagine di un anno, coordinata da pm Roberto Furlan e culminata con l'ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice Sandra Casacci. I reati ipotizzati: associazione per delinquere finalizzata al falco, all'appropriazione indebita e alla truffa.

Storia degna di un romanzo di John Grisham, con un «colpo grosso» mancato per un soffio. I tre puntavano a ottenere dalla banca tedesca la cessione dei crediti sui finanziamenti «critici», quelli ai clienti che faticavano a pagare. Un affare da 70 milioni di euro. Per capire meglio la vicenda, è bene fare un passo indietro. La divisione «Prestitempo» di Deutsche Bank è specializzata nel recupero crediti. A sua volta, si avvale di società che ricevono una percentuale in base a quanto riescono a riportare nelle casse dell'istituto bancario. Tutto dovrebbe passare attraverso conti correnti definiti «tecnici», aperti proprio per questo utilizzo.

Secondo gli inquirenti, il vicecapo del Curc (Porta) e i due titolari di agenzie di recupero crediti (Fiorucci e Damiano) avevano escogitato un sistema per concentrare in un «box» di società l'attività di recupero dei soldi dovuti alla banca. Così, quasi tutte le pratiche venivano affidate alla «Credifin» legata al duo Fiorucci-Damiano (con lo zampino di Porta). Incassati i soldi, bastava segnalare a Deutsche Bank un recupero per un importo inferiore o nullo. A loro, poco importava se le persone (almeno 1400) che avevano pagato si ritrovavano nella «black list» degli inadempienti di Bankitalia. Avevano pagato, ma non potevano acquistare a rate nemmeno un frigorifero.

Le loro proteste finivano in un cassetto (ritrovate dai finanzieri nelle 25 perquisizioni), con cambiali e altra documentazione a garanzia dei pagamenti. I tre, però, avevano anche bisogno dell'aiuto di altri funzionari di banca. Per ottenere «indulgenza», erano pronti a fare regali. La Finanza ha trovato in casa dei tre una quarantina di orologi di marca (dai Rolex ai Baume & Mercier). Davanti al pm Furlan, un funzionario infedele ha persino confessato di aver ricevuto in regalo una moto. E poi c'erano i viaggi-omaggio.

Un anno e mezzo fa, era pronto il grande colpo: la società «Ares» (legata ai tre arrestati) era pronta ad acquistare per 3 milioni di euro i 69 milioni di crediti di Deutsche Bank dove «Prestitempo» aveva fallito. Trattativa saltata per colpa di una fideiussione falsa. Un «dettaglio» da poche decine di migliaia di euro costato il carcere a Porta e soci.

(CLAUDIO LAUGERI da lastampa.it)

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25 novembre 2009 · Tullio Solinas

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  • Anonimo 1 dicembre 2009 at 16:15

    Leggo con piacere - non sapete quanto - questo articolo de La Stampa riportato dal Dott. Donati, che saluto avendo avuto modo di conoscerlo personalmente. Dovete sapere che io sono una di quelle persone incappate malauguratamente fra le zampe di quei recuperatori senza scrupoli; ho conosciuto il Dott. Donati in quanto mi rivolsi alla Sua agenzia - liberidaidebiti.it - proprio perchè la banca continuava a chiedermi la restituzione del credito, nonostante avessi già pagato agli esattori! Voglio ringraziare il Dott. Donati e tutto lo staff per quanto hanno fatto per me in quel frangente, in particolare per la grande professionalità ed umanità dimostrata in quel momento per me così delicato.
    Non avete idea della soddisfazione che ho avuto nell'apprendere che alla fine quelle persone stanno facendo la fine che meritano; la Giustizia, prima o poi, arriva!