L'Imu

L'IMU (Imposta MUnicipale) è uno dei tributi locali: è entrata in vigore dal 1° gennaio 2012 in via sperimentale, e a regime dal 1° gennaio 2015, in sostituzione di ICI, Irpef dovuta sugli immobili non locati e relative addizionali regionali e comunali.

L'IMU, nella sua versione originaria, si differenziava pertanto dall'ICI, in quanto tributo sostitutivo di imposte dirette (l'IRPEF sugli immobili) e ripartito fra l'erario (lo Stato), e il singolo comune, al quale spettava il 50% dell'imposta sugli immobili diversi dalla abitazione principale, delle relative pertinenze, dei fabbricati rurali ad uso strumentale.

Attualmente è invece previsto che l'intera imposta sia riscossa dal comune, ad eccezione degli immobili classificati nel gruppo D, cioè immobili ad uso produttivo, come capannoni, alberghi, ecc.

Il versamento dell'IMU, imposta dovuta sul patrimonio immobiliare, può essere ridotto o non dovuto in presenza di determinate condizioni oggettive (dell'immobile) o soggettive (del contribuente).

L'IMU, come chiarito in precedenza, è ora ricompresa nella nuova Imposta Unica Comunale IUC (IMU + TASI + TARI) introdotta dalla Legge di stabilità 2014.

Deve pagare l'IMU chi possieda beni immobili situati sul territorio del Comune e, in generale, chiunque detenga un diritto reale (ad esempio, il diritto di abitazione) su tali beni, anche quando risieda all'estero, non abbia la sede legale in Italia (nel caso di società) e non vi eserciti l'attività.

Sono pertanto soggetti all'imposta:

  1. il proprietario, cioè colui che ha il diritto di godere e disporre della cosa in modo pieno e esclusivo;
  2. il titolare di uno dei seguenti diritti:
    • usufrutto, cioè del diritto di usare e godere di un bene a tempo determinato;
    • uso, cioè del diritto di servirsi dell'immobile, limitatamente ai bisogni propri e della famiglia;
    • abitazione, cioè del diritto di abitare una casa, per il bisogno proprio e della famiglia;
    • superficie, cioè il diritto di costruire sul suolo di terzi o di alienare una costruzione esistente separatamente dalla proprietà del suolo;
    • enfiteusi, cioè il godimento di un bene di altri (es.: un fondo agricolo) con l'obbligo di migliorarlo e di pagare un canone periodico;
    • l'ex coniuge assegnatario dell'immobile, a seguito di separazione, divorzio o annullamento di matrimonio, in quanto titolare del diritto di abitazione;
  3. . il locatario, cioè colui che fruisce del bene, nel caso di immobili concessi in locazione finanziaria (leasing);
  4. il concessionario di aree demaniali, cioè chi abbia in concessione un fabbricato costruito su terreno demaniale.

L'IMU non è dovuta sulla abitazione principale.

Fanno eccezione i fabbricati, per se prima casa, classificati alle categorie A/1, A/8 , A/9 ( appartamenti di lusso, castelli, ville, ecc.), per i quali l'imposta continua ad essere dovuta.

La soppressione riguarda ogni immobile nel quale il possessore e la sua famiglia dimorano abitualmente. Nel caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano residenze diverse, all'interno del medesimo comune, le agevolazioni sono pertanto applicabili per un solo immobile (questa limitazione non è applicata nel caso di residenza stabilita in comuni diversi).

L'esenzione si applica inoltre alla casa coniugale assegnata al coniuge, a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio.

A decorrere dal primo luglio 2013, è prevista la soppressione dell'IMU anche su unità immobiliari appartenenti a cooperative edilizie a proprietà indivisa (se adibiti a prima casa), ed alloggi assegnati dagli Istituti autonomi per le case popolari (IACP).

Sono inoltre esonerati dall'IMU i fabbricati costruiti e destinati dall'impresa costruttrice alla vendita, se invenduti e non locati.

Rimangono comunque esclusi dall'IMU tutti quegli immobili che non sono indicativi di ricchezza, e quindi non possono essere attratti ad imposizione.

Fra questi:

  • i terreni posti in aree montane e collinari nei comuni classificati totalmente montani;
  • le unità immobiliari non considerate come fabbricati, quali serre, vasche per l'irrigazione, tettoie, porcili e pollai di ridotte dimensioni.

Godono invece di esenzione tutti i fabbricati destinati ad un uso istituzionale o religioso, quelli appartenenti a Stati esteri e alle organizzazioni internazionali riconosciute, fra i quali, a titolo soltanto esemplificativo:

  • gli immobili di enti pubblici ed enti locali, utilizzati per finalità istituzionali;
  • i fabbricati destinati al culto;
  • i fabbricati di proprietà della Santa Sede;
  • i fabbricati classificabili nella categoria E;
  • gli immobili destinati esclusivamente allo svolgimento di attività previdenziali, assistenziali, sanitarie, di ricerca scientifica, didattiche, ricettive, culturali ricreative e sportive.

A tal proposito, è stato disposto che siano esenti dall'imposta soltanto gli immobili che, pur posseduti dai soggetti sopra indicati, non siano in alcun caso utilizzati a scopi commerciali, e conservino unicamente il loro scopo istituzionale.

A partire dall'anno 2015 è considerata direttamente adibita ad abitazione principale una ed una sola unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato e iscritti all'Anagrafe degli italiani residenti all'estero (AIRE), già pensionati nei rispettivi Paesi di residenza, a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata o data in comodato d'uso.

Su questa unità immobiliare le imposte comunali TARI e TASI sono applicate, per ciascun anno, in misura ridotta di due terzi.

I terreni agricoli sono soggetti all'IMU in base alla classificazione del comune in cui si trovano, di cui all'elenco dei comuni italiani predisposto dall'Istituto nazionale di statistica.

A decorrere dal 2015, occorre fare pertanto riferimento alla seguente distinzione:

  • T - Totalmente montano - i terreni sono tutti esenti;
  • P - Parzialmente montano - sono esenti solo i terreni posseduti e condotti da imprenditori agricoli e coltivatori diretti e i terreni posseduti dai medesimi soggetti e dati in fitto o comodato ad altri imprenditori agricoli e coltivatori diretti;
  • NM - Non montano - i terreni non sono esenti e per tutti i terreni si versa l'IMU.

Dal 2015, dunque, l'esenzione dall'IMU si applica:

  • ai terreni agricoli, nonché a quelli non coltivati, ubicati nei comuni classificati totalmente montani;
  • ai terreni agricoli, nonché a quelli non coltivati, posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali di cui all'articolo 1 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99, iscritti nella previdenza agricola, ubicati nei comuni classificati parzialmente montani di cui allo stesso elenco ISTAT

Per il 2014 vale, invece, l'esenzione prevista dalla precedente normativa. E' infatti stabilito che, per il solo 2014, siano esenti anche i terreni già considerati tali dalle previgenti disposizioni, che prevedevano un assoggettamento all'imposta comunale in base alla altitudine al centro del comune, cioè l'altitudine alla quale fosse posta la casa comunale,

Nei comuni fino a 280 metri di altitudine, l'IMU era dovuta da qualsiasi possessore, fra 281 e 600 metri erano esenti da IMU i terreni posseduti da imprenditori agricoli e coltivatori diretti, oltre 600 metri di altitudine era prevista una esenzione totale.

La scadenza per il versamento dell'imposta relativa al 2014, quando dovuta, era stata fissata al 10 febbraio 2015.

Infine, va ricordato che l'IMU è ridotta al 50% nel caso di fabbricati inagibili o inabitabili. Tale condizione deve essere preventivamente accertata dall'Ufficio tecnico del Comune e certificata in apposita perizia, nella quale si dichiara che l'inagibilità o comunque l'impossibilità all'uso del fabbricato non è rimediabile attraverso interventi di manutenzione ordinaria.

E' inoltre opportuno precisare che, in caso di unità collabente (cioè di immobili il cui stato di degrado ne compromette qualsiasi utilizzazione), certificata da un professionista tecnico, il fabbricato può essere tassato in base al solo valore del terreno.

Tali circostanze possono essere attestate dal contribuente mediante l'autocertificazione.

Altra categoria particolare è costituita dai fabbricati di interesse storico o artistico: sono tali quegli immobili che godano di particolare tutela, formalizzata attraverso una dichiarazione di interesse, con la quale è certificata la sussistenza, in capo all'edificio, di un requisito di importanza storica, archeologica o artistica. Questi fabbricati godono di agevolazione fiscale consistente nella riduzione del 50% della base imponibile.

L'IMU su fabbricati strumentali appartenenti ad imprese è inoltre deducibile da IRES e IRAP nella misura del 30 % per l'anno 2013, del 20 % a decorrere dal 2014.

A seguito della abolizione dell'IMU sulla prima casa (se non di lusso), sono soppresse anche le relative agevolazioni, compresa la preesistente detrazione forfettaria, pari a € 50 per ogni figlio convivente minore di 26 anni, salvo che il Comune disponga specifiche detrazioni per familiari a carico.

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Commenti e domande dei lettori

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  • Guerrino Sbardella 15 febbraio 2015 at 09:32

    Il giorno 12 gennaio 2015 ho ricevuto una cartella di pagamento TARSU da parte del comune dove risiedo di ben 666 euro con pagamento in una sola soluzione, riguardante gli anni 2009/2010 2011/2012. L'anno 2009 deve essere pagato?

    • Ludmilla Karadzic 15 febbraio 2015 at 10:23

      Per quel che attiene l'accertamento delle omesse dichiarazioni o degli omessi versamenti dei tributi locali, il Comune deve notificare al contribuente, anche a mezzo posta con raccomandata con avviso di ricevimento, un apposito avviso motivato – a pena di decadenza – entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati.

      Pertanto, il temine di decadenza per l'avviso di accertamento per l'anno 2009 è il 31 dicembre 2014.

      Se lei si reca presso gli uffici comunali preposti alla riscossione della tassa di smaltimento dei rifiuti solidi urbani, chiedendo, com'è suo diritto, l'ostensione della ricevuta di spedizione dell'avviso di accertamento che le è stato recapitato il 12 gennaio 2015, molto probabilmente, vi troverà indicata la data di uno degli ultimi giorni del dicembre 2014.

      E tanto basta al mittente per essere in regola con i termini di decadenza fissati per legge, indipendentemente dalla data in cui l'avviso di accertamento è stato effettivamente consegnato dal postino al destinatario.