Come difendersi da un accertamento fiscale sui tributi locali

Il contribuente che riceve un avviso di accertamento per la TARI (come anche per IMU e TASI), ha a disposizione diversi mezzi di tutela, i quali elencheremo qui di seguito.

Definizione agevolata

La definizione agevolata consiste nel pagamento entro sessanta giorni dell'importo contestato, rinunciando contestualmente al ricorso. Tale strumento consente la riduzione a un terzo delle sanzioni applicate.

Ovviamente, considerato che essa implica la rinuncia al ricorso e a ogni forma di contestazione, è consigliabile laddove l'avviso di accertamento sia fondato e legittimo sotto ogni aspetto, ivi compresa la procedura di notifica.

Si precisa che la definizione agevolata non è applicabile agli accertamenti per omesso o infedele pagamento (ma solo a quelli per omessa o infedele denuncia).

Istanza di autotutela

L'istanza di autotutela è una richiesta formale rivolta all'Ente (il Comune), con cui si richiede l'annullamento e/o la rettifica totale o parziale dell'avviso di accertamento, laddove vengano riscontrati errori o comunque motivi di illegittimità facilmente dimostrabili (ad esempio, nel caso di pagamento già effettuato).

L'istanza di autotutela non sospende né interrompe i termini per proporre ricorso in Commissione tributaria, né l'efficacia esecutiva dell'avviso, laddove decorrano i sessanta giorni dalla notifica dello stesso.

Accertamento con adesione

Lo strumento dell'accertamento con adesione è applicabile solo agli avvisi di accertamento per omessa o infedele dichiarazione. E' consigliabile quando l'accertamento si basa su elementi non del tutto certi, che possono essere oggetto di diversa valutazione.

Con questo strumento, il contribuente chiede all'Ufficio competente di rivedere la valutazione degli oggetti presenti nell'avviso di accertamento e di ricalcolare l'importo dovuto, i relativi interessi e le sanzioni.

L'accertamento con adesione produce come effetto immediato la sospensione dei termini per l'impugnazione e quelli di pagamento del tributo per un periodo di novanta giorni dalla data di presentazione.

Entro quindici giorni dal ricevimento dell'accertamento con adesione, l'Ufficio contatta il contribuente per concordare un incontro durante il quale potranno essere effettuati tutti gli approfondimenti del caso.

Si instaura quindi un contraddittorio. In caso di accordo tra le parti, l'Ufficio redige un atto di accertamento con adesione in duplice copia che va sottoscritto dal contribuente (o dal suo procuratore) e dal responsabile dell'ufficio o suo delegato.

In tal caso, per effetto del raggiungimento dell'accordo, si applicherà la sanzione pari ad un quarto del minimo previsto dalla relativa normativa.

Se invece non si raggiunge l'accordo o nel caso in cui il contribuente non si presenti all'incontro, decade il diritto all'accertamento con adesione.

Al termine del procedimento, il Funzionario Responsabile redige un verbale riportando tutte le operazioni compiute in relazione all'accertamento con adesione (compresa l'eventuale mancata comparizione del contribuente e il conseguente esito negativo dell'accertamento con adesione).

Ricorso in Commissione Tributaria

Il contribuente ha anche la possibilità di presentare ricorso in Commissione Tributaria Provinciale, eccependo ogni vizio, formale e di merito, relativo all'avviso di accertamento, qualunque sia la violazione contestata.

Il ricorso deve essere presentato perentoriamente entro sessanta giorni dalla notifica dell'avviso di accertamento (salva la sospensione di novanta giorni se è stato richiesto l'accertamento con adesione, nonché la sospensione feriale dal 1 agosto al 15 settembre).

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Commenti e domande dei lettori

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  • Guerrino Sbardella 15 febbraio 2015 at 09:32

    Il giorno 12 gennaio 2015 ho ricevuto una cartella di pagamento TARSU da parte del comune dove risiedo di ben 666 euro con pagamento in una sola soluzione, riguardante gli anni 2009/2010 2011/2012. L'anno 2009 deve essere pagato?

    • Ludmilla Karadzic 15 febbraio 2015 at 10:23

      Per quel che attiene l'accertamento delle omesse dichiarazioni o degli omessi versamenti dei tributi locali, il Comune deve notificare al contribuente, anche a mezzo posta con raccomandata con avviso di ricevimento, un apposito avviso motivato – a pena di decadenza – entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati.

      Pertanto, il temine di decadenza per l'avviso di accertamento per l'anno 2009 è il 31 dicembre 2014.

      Se lei si reca presso gli uffici comunali preposti alla riscossione della tassa di smaltimento dei rifiuti solidi urbani, chiedendo, com'è suo diritto, l'ostensione della ricevuta di spedizione dell'avviso di accertamento che le è stato recapitato il 12 gennaio 2015, molto probabilmente, vi troverà indicata la data di uno degli ultimi giorni del dicembre 2014.

      E tanto basta al mittente per essere in regola con i termini di decadenza fissati per legge, indipendentemente dalla data in cui l'avviso di accertamento è stato effettivamente consegnato dal postino al destinatario.