Riscossione coattiva rimborsi ed accertamenti fiscali per i tributi locali

Come accennato in precedenza, la finanziaria 2007 ha modificato tutte le norme relative alla riscossione dei tributi locali, più precisamente le regole relative all'accertamento, alla riscossione coattiva e alla decadenza dei relativi termini, termini che sono stati allungati ed uniformati.

Le regole riguardano la notifica dell'avviso di accertamento e della successiva iscrizione a ruolo con notifica della cartella esattoriale. Da sapere che dal Luglio 2015 tutto potrebbe cambiare, se non venisse ulteriormente prorogato il termine oltre il quale i comuni sono obbligati a gestire direttamente la riscossione delle proprie entrate, tributarie e non.

La riscossione diretta, che in molti casi già avviene (soprattutto per le multe) dovrà, nel caso, non avvenire per avvisi di accertamento e cartella esattoriale ma con l'ingiunzione fiscale alla quale in ogni caso (è bene saperlo) la legge ha abbinato le stesse normative di riscossione coattiva della cartella.

Comunque, le regole di riscossione vigenti dal 2007 riguardano tutti i tributi locali, e non cambia al cambiare del loro nome (le leggi che si sono susseguite hanno mantenuto i riferimenti alle norme della Finanziaria 2007 per quanto riguarda la riscossione).

Nell'ambito degli immobili, come patrimoniale, sono coinvolte l'ICI diventata IMU. Nell'ambito della gestione dei rifiuti sono coinvolte la TARSU diventata TIA, ambedue sostituite dalla TARES che poi si è scomposta in TARI (tassa rifiuti) e TASI (servizi indivisibili).

Sono poi incluse l'imposta comunale sulle pubbliche affissioni e la TOSAP.

Per quanto riguarda l'avviso di accertamento, notifica e contenuto, relativamente alla rettifica delle dichiarazioni incomplete o infedeli o dei parziali o ritardati versamenti e per l'accertamento d'ufficio delle omesse dichiarazioni o degli omessi versamenti, gli enti locali devono notificare al contribuente, anche a mezzo posta con raccomandata con avviso di ricevimento, un apposito avviso motivato, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati.

Entro gli stessi termini devono essere contestate o irrogate le sanzioni amministrative tributarie previste dalla legge..

L'avviso deve contenere:

  • la motivazione, ovvero i presupposti su cui si basa. Se tale motivazione fa riferimento ad un atto precedente non conosciuto nè ricevuto dal contribuente, questo deve essere allegato all'avviso o riprodotto nel suo contenuto essenziale sullo stesso;
  • l'indicazione dell'ufficio presso il quale è possibile ottenere informazioni complete in merito all'atto notificato;
  • indicazione del responsabile del procedimento;
  • indicazione dell'organo o dell'autorità amministrativa presso il quale è possibile promuovere un riesame anche nel merito dell'atto in sede di autotutela;
  • delle modalità, del termine e dell'organo giurisdizionale cui è possibile ricorrere (tipicamente la commissione provinciale tributaria), nonché il termine. di 60 giorni, entro cui effettuare il relativo pagamento.

Dal momento in cui l'accertamento è diventato definitivo, ossia decorsi 60 giorni dalla notifica dell'avviso senza che venga effettuato il pagamento, o eventualmente un ricorso, il debito viene iscritto a ruolo e diventa titolo esecutivo da notificarsi al contribuente entro il 31/12 del terzo anno successivo.

Un eventuale ricorso sospende"il termine fino al momento in cui la sentenza passa in giudicato, ovviamente.

La notifica dell'iscrizione a ruolo avviene tramite una cartella esattoriale emessa dal concessionario locale, alla quale, in caso di mancato pagamento o ricorso nei termini, possono seguire tutte le procedure esecutive previste dalla legge (ipoteca, fermo dei beni mobili, pignoramento, etc.)

Il rimborso delle somme versate e non dovute deve essere richiesto dal contribuente entro il termine di cinque anni dal giorno del versamento, ovvero da quello in cui è stato accertato il diritto alla restituzione. L'ente locale provvede ad effettuare il rimborso entro 180 giorni dalla data di presentazione dell'istanza.

La misura annua degli interessi è determinata, da ciascun ente impositore, nei limiti di tre punti percentuali di differenza rispetto al tasso di interesse legale. Gli interessi sono calcolati con maturazione giorno per giorno con decorrenza dal giorno in cui sono divenuti esigibili. Interessi nella stessa misura spettano al contribuente per le somme ad esso dovute a decorrere dalla data dell'eseguito versamento.

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Commenti e domande dei lettori

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  • Guerrino Sbardella 15 febbraio 2015 at 09:32

    Il giorno 12 gennaio 2015 ho ricevuto una cartella di pagamento TARSU da parte del comune dove risiedo di ben 666 euro con pagamento in una sola soluzione, riguardante gli anni 2009/2010 2011/2012. L'anno 2009 deve essere pagato?

    • Ludmilla Karadzic 15 febbraio 2015 at 10:23

      Per quel che attiene l'accertamento delle omesse dichiarazioni o degli omessi versamenti dei tributi locali, il Comune deve notificare al contribuente, anche a mezzo posta con raccomandata con avviso di ricevimento, un apposito avviso motivato – a pena di decadenza – entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati.

      Pertanto, il temine di decadenza per l'avviso di accertamento per l'anno 2009 è il 31 dicembre 2014.

      Se lei si reca presso gli uffici comunali preposti alla riscossione della tassa di smaltimento dei rifiuti solidi urbani, chiedendo, com'è suo diritto, l'ostensione della ricevuta di spedizione dell'avviso di accertamento che le è stato recapitato il 12 gennaio 2015, molto probabilmente, vi troverà indicata la data di uno degli ultimi giorni del dicembre 2014.

      E tanto basta al mittente per essere in regola con i termini di decadenza fissati per legge, indipendentemente dalla data in cui l'avviso di accertamento è stato effettivamente consegnato dal postino al destinatario.