Tremila agenti strangolati dai debiti - Il sindacato: «Rischio corruzione»

Vigilano sulla nostra sicurezza, eppure, guadagnano meno di un maestro elementare: per i poliziotti, parlare di allarme povertà non è più un tabù. Perché di questo si tratta, quando si è costretti a tirare avanti con una busta paga che in un caso su due non supera i 1.200 euro al mese. L'indagine condotta dall'Ugl Polizia fotografa in modo impietoso una questura sull'orlo del baratro, con agenti strangolati da debiti e mutui, costretti addirittura ad allontanarsi dagli affetti più cari per non far gravare i costi familiari sul loro striminzito bilancio mensile. Esattamente come accade per i vigili del fuoco, le guardie carcerarie e quelle forestali. «E la nostra società non può permettere che a impoverirsi sia chi detiene e esercita un potere», sottolinea il vicesegretario dell'Ugl Luca Pantanella. Perché un poliziotto che non arriva a fine mese è un poliziotto demotivato. Perché un poliziotto che non arriva a fine mese è un poliziotto a rischio corruzione. E l'Italia è il secondo paese europeo più esposto al dilagare delle “bustarelle”.

Come un operaio
Il contratto nazionale degli operatori di Ps parla di una retribuzione lorda annua di 15.776, 78 euro. In soldoni, chi ogni giorno rischia la vita sulle strade si ritrova in tasca poco più di 1.200 euro. E questo accede per il 61 per cento degli agenti intervistati dall'Ugl. Soltanto nel 27 per cento si raggiunge la soglia dei 1.500. E un risicato 12 per cento può ambire a un'entrata mensile di 1.800 euro. Che è poi quella di un impiegato di fascia bassa della pubblica amministrazione. Un assunto che porta con sé una sfilza di corollari che sono poi quelli dell'allarme povertà. Uno su tutti: l'81 per cento dei poliziotti si è rivolto a una finanziaria per fare ricorso a qualche forma di credito al consumo. E più di uno su due (il 51 per cento) ha chiesto un prestito per far fronte a debiti contratti in precedenza. Di conseguenza, solo il 36 per cento degli agenti è proprietario del proprio alloggio, quasi sempre acquistato (e qui la percentuale è addirittura del 93 per cento) con i soldi garantiti da un mutuo. Finanziamento che per 9 uomini su 10 incide per più di metà del proprio stipendio. Non c'è quindi da stupirsi se ancora oggi - e siamo nel 2008 - un poliziotto su tre chiama “casa” la propria caserma. Solo il 18 per cento degli agenti si dice quindi contento della propria retribuzione. Ma l'altra faccia della medaglia è una passione che travalica qualunque ristrettezza economica. Il 62 per cento, infatti, si dice soddisfatto della propria mansione e il 68 di essere un agente.

Famiglie strangolate
Indossare la divisa della polizia non significa solo mettere a repentaglio la propria vita. Vuol dire anche gettare sul piatto la propria vita privata. Mogli, mariti o figli che magari vivono sull'altro capo della penisola. Matrimoni immolati sull'altare del dovere di servizio, con una percentuale di divorzi che raggiunge il 47 per cento. E non a caso, l'82 per cento degli intervistati alla domanda «Qual è stata la principale causa del suo divorzio» ha risposto: «Il lavoro». E non si parla solo di turni massacranti e di una tensione che non passa mai. In quella risposta c'è anche - e soprattutto - uno stipendio così basso da precludere qualunque progetto di vita coniugale. Il 52 per cento delle famiglie degli agenti si riuniscono solo nei fine settimana o durante le licenze, perché il componente in divisa lavora in una regione diversa da quella di origine.

di Paolo Varetto da Cronaca Qui

29 luglio 2008 · Patrizio Oliva

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  • fernando 2 ottobre 2009 at 10:52

    la banca non vuole stipolarmi un nuovo mutuo incolarsi altri finanziamenti .ho chiesto la sospensione delle rate ma con risposta negativa , non sono disoccupato, ora sono in mora di tre rate che deve fare un polizziotto x avere una casa . nel attesa sul saluto