Vie legali per il recupero del tfr

Innanzitutto, è bene chiarire che il mancato pagamento della retribuzione legittima le dimissioni per giusta causa da parte del lavoratore dipendente, esonerandolo dall'obbligo di dare, al datore di lavoro, il preavviso e facendo maturare in suo favore il relativo indennizzo.

In più, con la presentazione delle dimissioni, al dipendente spetta l'assegno di disoccupazione nonostante non abbia subito formalmente il licenziamento.

Rimanendo comunque imprescindibili le misure assistenziali erogate dall"Inps, nel caso in cui il datore, per cattiva volontà o per crisi economica, non versi al dipendente le buste paga o il TFR, la prima, e più economica, mossa da compiere consiste nel metterlo in mora.

Per far ciò, si dovrà inviare una diffida con raccomandata a/r, sollecitandolo a pagare quanto dovuto.

Nella comunicazione è fondamentale precisare che, in caso di mancato versamento del saldo dovuto, si provvederà all'azione legale con rivalsa delle ulteriori spese sostenute e degli interessi dovuti.

In questa attività è sempre bene consultarsi con un avvocato che saprà effettuare i conteggi degli importi dovuti ed eccepire le giuste eccezioni al datore moroso.

Il legale, normalmente, ricorrerà in tribunale, attraverso le procedure d'urgenza, per ottenere un titolo esecutivo nei confronti dell'imprenditore inadempiente.

Qualora neanche a seguito della notifica del decreto ingiuntivo l'azienda paghi il dovuto, l'avvocato provvederà ad esperire i tentativi di esecuzione forzata, come ad esempio un pignoramento o, eventualmente, a depositare una istanza di fallimento.

Comunque, è sempre opportuno verificare quale sia la situazione debitoria generale dell'azienda.

Infatti, il liquidatore, per legge, deve tutelare in via prioritaria i crediti dei dipendenti, nonché il versamento degli oneri previdenziali ed erariali, in quanto tali crediti godono di un grado di prelazione prioritario rispetto a tutti gli altri debiti.

Stessa cosa vale nel caso in cui intervenga un fallimento. Anche in questa fattispecie, infatti, il curatore, nominato dal tribunale, sarà tenuto a soddisfare anticipatamente i lavoratori rispetto a tutti gli altri creditori intervenuti nella procedura.

Qualora, però, l'azione legale tentata non vada a buon fine in presenza di una reale situazione di dissesto finanziario del datore, al dipendente non resta altra soluzione che rivolgersi all'Inps, chiedendo l'intervento del Fondo di Garanzia per ottenere il pagamento del Tfr e delle ultime tre mensilità.

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Stai leggendo Vie legali per il recupero del tfr Autore Andrea Ricciardi Articolo pubblicato il giorno 28 maggio 2014 Ultima modifica effettuata il giorno 4 marzo 2017 Classificato nella categoria contratti di prestito e di garanzia Inserito nella sezione contratti di prestito - microcredito usura e sovraindebitamento del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

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