Atti esecutivi, avvisi di accertamento ed avvisi bonari

Indichiamo come atto esecutivo la cartella esattoriale o in alternativa l'ingiunzione fiscale, e l'accertamento immediatamente esecutivo (quest'ultimo indicato anche come avviso di addebito immediatamente esecutivo nel contesto di pretese per crediti contributivi).

L'accertamento fiscale immediatamente esecutivo così l'avviso di addebito immediatamente esecutivo sono stati introdotti a partire dal 2011.

Gli atti esecutivi alla cui notifica non segua il pagamento del credito preteso o l'impugnazione nei termini dell'atto (entro 60 giorni per la cartella esattoriale e l'accertamento immediatamente esecutivo, entro 30 giorni per l'ingiunzione fiscale) determinano l'avvio delle procedure di riscossione coattiva (forzata).

Quasi sempre (ad esclusione per gli atti esecutivi notificati a seguito di controllo automatico delle dichiarazioni, come si vedrà più avanti) la PA è obbligata, a pena di nullità, a far precedere la notifica di un atto esecutivo da un avviso di accertamento. Per tale motivo, gli avvisi di accertamento e gli avvisi bonari sono altresì indicati come atti presupposti.

L'avviso bonario è una comunicazione con la quale la PA creditrice informa il contribuente del controllo (automatico o formale) effettuato sulla sua dichiarazione, evidenziando eventuali imposte, tributi e contributi che risultano non versati oppure pagati con un importo insufficiente. Non è impugnabile autonomamente.

L'avviso di accertamento (o avviso di addebito, per quanto attiene i contributi previdenziali ) è l'atto mediante il quale la PA notifica formalmente la pretesa al contribuente a seguito di un'attività di controllo sostanziale (accertamento d'ufficio). Si tratta di un atto impugnabile autonomamente.

Scopo dell'avviso bonario e dell'avviso di accertamento è quello di dare la possibilità al debitore di ottemperare alla pretesa, regolarizzando la propria posizione, evitando il pagamento degli interessi portati dall'atto esecutivo e fruendo della riduzione delle sanzioni per acquiescenza.

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Commenti e domande dei lettori

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  • bitman 29 luglio 2015 at 00:08

    Ho ricevimento a Luglio 2015 un avviso da parte dell'INPS in cui in seguito a controlli sulla dichiarazione dei redditi 2010 per l'anno 2009 mi contestano il mancato versamento dei contributi per la gestione separata di cui all'art.2, comma 26, della legge n. 335/1995. Mi sembra di capire leggendo l'articolo che quest'avviso mi sarebbe dovuto arrivare entro Dicembre 2014 è possibile che questo debito nei loro confronti sia prescritto ? e cosa dovrei fare ?

    • Annapaola Ferri 29 luglio 2015 at 06:59

      Ci troviamo di fronte ad un caso di omissione contributiva (INPS) non ad una irregolarità relativa alla dichiarazione dei redditi (Agenzia Entrate). La prescrizione quinquennale decorre pertanto non dall'anno di imposta (2009) ma dall'anno in cui i contributi alla gestione separata avrebbero dovuto essere versati (2010).

      In linea generale, per imposte, tasse e contributi per i quali non c'è obbligo di presentazione di una dichiarazione, oppure quando la dichiarazione, pur essendo obbligatoria, sia stata omessa, o, ancora, qualora la dichiarazione debba essere presentata una tantum, la PA può procedere d'ufficio con attività di controllo sostanziali per l'accertamento di un proprio credito.

      In tale ipotesi l'atto esecutivo (nella fattispecie avviso di addebito INPS) va notificato entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui l'imposta, la tassa o il contributo andavano versati. In pratica gli anni soggetti al recupero del credito sono, in questo caso, sei, se si comprende anche l'anno in cui il versamento andata effettuato.