Tempo di spiaggia e di mare – da ADICONSUM una guida per la tutela dei diritti del bagnante

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Stop alla privatizzazione delle spiagge e degli arenili

  1. Molte spiagge e molti arenili sono stati oggetto di una privatizzazione e di una cementificazione selvaggia.
  2. In molte realtà i Comuni non hanno garantito un corretto equilibrio tra stabilimenti in concessione e spiagge libere.
  3. In taluni casi gli stabilimenti balneari impediscono l'accesso al mare o pretendono il pagamento di un biglietto anche per il transito, che dovrebbe essere gratuito e libero.
  4. Le concessioni si sono così trasformate in una proprietà, violando i diritti di accesso e gli obblighi previsti per le concessioni demaniali.

Dal Parlamento finalmente una legge chiara sul diritto di accesso a spiaggia e mare

L'accesso al mare è un diritto libero e gratuito, anche attraverso l'entrata degli stabilimenti. La legge Finanziaria del 2007, articolo 1, c. 251, fa chiarezza in proposito, e prevede: "È fatto obbligo per i titolari delle concessioni di consentire il libero e gratuito accesso e transito per il raggiungimento della battigia antistante l'area ricompresa nella concessione anche al fine della balneazione".

Il comma 254 prevede che spetta ai piani dei Comuni e delle Regioni "un corretto equilibrio tra aree concesse ai privati e arenili direttamente fruibili".

Alcune leggi regionali usano l'aggettivo "significativo" per indicare le spiagge libere.

La Finanziaria prevede inoltre nuove disposizioni per quanto riguarda i canoni di concessione che restano tuttavia irrisori. Prezzi troppo elevati per l'accesso agli stabilimenti non possono dunque essere giustificati dai costi del canone.

A partire dal gennaio 2007 la concessione può essere revocata per gravi violazioni edilizie e degli obblighi derivanti dalla concessione stessa.

Vademecum dei diritti dei bagnanti

  1. L'accesso alla spiaggia è libero e gratuito. È fatto obbligo agli stabilimenti di consentire il transito alla battigia. L'impedimento o la richiesta di un pagamento rappresentano una violazione della legge e vanno denunciati alle autorità.
  2. La battigia, cioè la striscia di sabbia di 5 metri da dove arriva l'onda, è a disposizione di tutti. Si tratta infatti di un'area esclusa dalla concessione, sulla quale il concessionario non può vantare alcun diritto. Tutti vi possono transitare, ma non vi possono essere collocati oggetti ingombranti quali ombrelloni o sdraio, poiché deve essere garantito il passaggio.
  3. La pulizia delle spiagge libere. Anche le spiagge libere devono essere pulite, e questa incombenza è a carico del Comune.
  4. Recuperare un equilibrio tra spiagge in concessione e spiagge libere.
    Questo equilibrio è previsto dalla legge, ma in troppe realtà non è rispettato;
    occorre quindi indirizzare le nostre proteste ai Sindaci e alle Regioni. Chi paga le tasse ha diritto ad una spiaggia libera e gratuita. Le spiagge libere e gratuite devono essere intercalate tra uno stabilimento e l'altro e non collocate nelle aree più lontane e disagiate.
  5. Prezzi equi e non speculativi. I prezzi sono liberi e dovrebbero essere rapportati alla qualità dei servizi, ma spesso accordi taciti fra i gestori mantengono i prezzi ben al di sopra di quello che dovrebbe essere un giusto riconoscimento per il servizio. L'unica possibilità per contrastare i prezzi elevati è decidere di non usufruire dello stabilimento.
  6. Revoca delle concessioni. Per le violazioni più gravi, quali la cementificazione della spiaggia o la violazione degli obblighi relativi alle concessioni, è prevista anche la revoca delle concessioni. Il non rinnovo della concessione può essere attuato nei casi in cui la continuità ininterrotta degli stabilimenti in concessione comprima in modo intollerabile il libero accesso alla spiaggia e al mare (parere del Consiglio di Stato numero 1144 del 14 dicembre 1976).

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31 maggio 2009 · Simone di Saintjust

Commenti e domande dei lettori

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  • sabrina 14 agosto 2011 at 18:22

    Buonasera...ho una casa delle vacanze a jesolo e pago le relative tasse... non è presente una sufficiente spiaggia libera che possa accogliere i numerosi pendolari, non intendo usufruire delle strutture troppo care e scarse di servizi.Le ordinanze del comune dicono che nei 5 metri di battigia non è possibile sostare con sdraio e ombrelloni.Sono stata allontanata perchè sedevo in una spiaggina e NON sdraio...quali sono i termini per decidere se la mia spiaggina potesse sostare in riva?grazie sabrina

    • Simone Saintjust 14 agosto 2011 at 20:15

      Con l'ultimo decreto sulle concessioni il governo ha tolto ogni possibilità di sosta, anche sul bagnasciuga, ai bagnanti che non pagano i servizi del concessionario. Ma non lamentiamoci: se dura un altro pò questo governo, l'anno prossimo dovremo pagare anche se ci addentriamo nello specchio d'acqua antistante una spiaggia affidata in concessione. Una sola cosa è sicura: con Silvio B. non c'è mai limite al peggio.

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