L'addebito sulle spese di invio della bolletta per contratti di telefoni a o internet

Molto discusso è il tema sulla legittimità dell'addebito, nelle bollette telefoniche, delle spese di invio fattura. Per un periodo c'è stata divergenza di interpretazione, tuttavia da qualche anno a questa parte l'orientamento della Cassazione sembra convergere in una risposta a favore della legittimità dell'addebito.

Il punto, in breve, è questo: la legge sull'IVA dispone che non sono addebitabili le spese di emissione della fattura, ma in questa categoria non sono incluse le spese di spedizione che riguardano un momento successivo.

L'addebito delle spese di spedizione, inoltre, è previsto dal contratto Telecom e tale clausola non è contraddetta dalla suddetta disposizione di legge.

Per tale motivo, ulteriormente, le spese di invio (postali) si considerano anticipate dal gestore per conto e nell'interesse dell'utente e quindi legittimamente addebitabili. Anche il regolamento del servizio (DM 197/1997) prevede l'addebito delle spese postali di invio.

Le sentenze di Cassazione in questione sono, in particolare, la n.3532 e 5333 del 13/2/2009 e 5/3/2009. L'ultima in ordine di tempo è la n. 17517 del 17/7/2013, che precisa anche che l'addebito delle spese di spedizione è soggetto ad IVA.

Le tutele del consumatore per i contratti di telefonia ed internet.
Breve rassegna di tutte le tutele esistenti, in favore del consumatore, per i contratti di telefonia internet o pay tv: contestazione formale, segnalazioni e reclami al garante, conciliazione al corecom.

La contestazione formale

Tutte le carte dei servizi dei gestori telefonici danno informazioni sulla possibilità di inviare reclami e sui tempi medi di risposta. Di solito viene data possibilità di inviare reclami per email o fax, ma il nostro consiglio resta sempre quello di inviare una raccomandata a/r, così da mettersi fin da subito nella condizione di poter dimostrare l'invio e la ricezione, dando fin da subito valore legale alle proprie considerazioni.

Nella raccomandata a/r, oltre a contestare disservizi e violazioni di legge, si possono fare richieste e dare un termine per il loro accoglimento, con minaccia di adire, in caso contrario, le vie legali.

Questo tipo di lettera di chiama messa in mora.

Segnalazioni e reclami al garante

Parallelamente all'invio della contestazione al gestore è possibile segnalare il caso, i disservizi e la violazione di norme e disposizioni dell'AGCOM, all'AGCOM stessa.

Lo si può fare per iscritto, compilando il modello D messo a disposizione dall'Autorità, oppure telefonando al numero verde 800.185.060.(dal lunedì al venerdì, dalle 10.00 alle 14.00) o al numero 081.750750 se si chiama da cellulare.

A questo numero è possibile anche fruire di assistenza sulle problematiche con i gestori.

A seguito della segnalazione potrebbe essere aperta un'istruttoria (a discrezione dell'Autorità) con eventuale emanazione di provvedimenti sanzionatori. I provvedimenti sanzionatori sono pubblicati sul sito dell'Autorità.

Da notare bene che la segnalazione effettuata con il modello D non porta all'apertura di una pratica di conciliazione e quindi alla trattazione "amichevole" della controversia. Serve semplicemente per mettere al corrente l'Antitrust delle attività (irregolari) di un determinato gestore.

Conciliazione al Corecom

Se il reclamo, comunque sia stato inviato, non ottiene l'effetto desiderato, e possibile tentare di risolvere la controversia con una conciliazione, ovvero tentando di trovare un accordo "amichevole" con la controparte ritrovandosi, con essa, davanti ad una apposita commissione.

Dal 2007 in ambito di telefonia il tentativo conciliativo è OBBLIGATORIO prima di poter intentare l'eventuale causa. Ci si può rivolgere ai "comitati regionali per le comunicazioni" (CORECOM), che sono organi della stessa Autorità garante (AGCOM) oppure, in alternativa, alle camere di commercio.

I CORECOM sono presenti in (quasi) tutti i capoluoghi di regione e operano, almeno nelle prime fasi della pratica, a distanza attraverso i propri siti internet.

Oltre alla richiesta di attivazione della procedura ordinaria (formulario UG) si può far presente al CORECOM la necessità di interventi di urgenza (per esempio se siamo rimasti senza linea telefonica) presentando il formulario GU5.

Se non si riesce a trovare un accordo oppure se la controparte non si presenta alla conciliazione si possono tentare due strade alternative.

La prima è fare un ricorso all'AGCOM entro sei mesi dalla data della conciliazione, compilando un formulario (Formulario GU14) da inviare per raccomandata a/r a Napoli alla sede dell'AGCOM o presso i CORECOM abilitati . La decisione dell'AGCOM è vincolante come una sentenza e, trattandosi di una sorta di provvedimento amministrativo, è opponibile solo presso il TAR.

La seconda è intentare una causa presso il Giudice di Pace.

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