Il recesso anticipato e le penali di disattivazione nei contratti di telefonia

Come noto, la legge Bersani ha abolito le penali per recesso anticipato dei contratti di telecomunicazione (telefonia, pay tv, etc.), ed ha eliminato i termini di durata dei contratti.

Ad oggi quindi dovrebbe essere possibile recedere da tali contratti in qualsiasi momento in maniera gratuita. In realtà molti gestori telefonici continuano a chiedere il pagamento di penali mascherate da "spese di disattivazione" o similari, giocando sul fatto che la legge consente loro di chiedere il rimborso dei costi dell'operatore che siano "giustificati".

Sul punto, però, ci sono da dire diverse cose. Innanzitutto, il Garante delle telecomunicazioni, con le linee guida del 2007 è intervenuto per chiarire il punto specificando che i costi devono comunque essere precisati sul contratto e che è necessaria una prova che colleghi gli stessi alle attività del gestore (con valutazione dell'AGCOM stessa).

In un primo momento il Garante aveva anche evidenziato che in caso in caso di passaggio da operatore ad operatore i costi di disattivazione non possono dirsi "giustificati" perché già remunerati dall'operatore che acquisisce il cliente.

Dal 2012 in poi, però, il Garante ha cambiato orientamento, prendendo posizione a favore dell'addebito di spese in tutti i casi di disattivazione anticipata quando i relativi importi sono previsti dai contratti e dalle carte dei servizi dei gestori ed approvati (autorizzati) dal Garante stesso. A tal fine ha predisposto una pagina del proprio sito per la pubblicazione dei piani tariffari e dei costi di recesso distinti per compagnia.

C'è stato anche l'intervento del Consiglio di Stato che ha confermato l'orientamento del TAR del Lazio nello stabilire, per le offerte promozionali, che le clausole che prevedono addebiti di spese in caso di recesso anticipato sono legittime e il loro impedimento viola il principio della libertà negoziale. Il punto diventa ancora più confuso considerando la difficoltà a capire se si è davanti ad un contratto-base o ad un contratto in offerta promozionale. Qui un nostro approfondimento.

Dunque, possiamo concludere dicendo che al recesso anticipato è purtroppo legato l'addebito di spese di disattivazione, se quantificate dal contratto (piano tariffario) e/o dalla carta dei servizi del gestore e approvate dall'AGCOM.

Contestare questo addebito è diventato praticamente impossibile considerando che c'è obbligatorietà di tentare la conciliazione davanti al Corecom e il Corecom, organo dell'Autorità garante, indirizza gli esiti delle conciliazioni secondo gli orientamenti dell'AGCOM.

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