Gli orientamenti giurisprudenziali sul Teg da prendere in considerazione nel calcolo dell'usura

Le risposte, come accennato, sono contraddistinte: a volte i tribunali si pronunciano a favore dei consumatori, altre in aiuto degli istituti di credito.

Il Tribunale di Milano, ad esempio, con la sentenza 723/14 ha respinto la domanda di usurarietà di una apertura di credito sottolineando che la formula da utilizzare per la verifica dell'usurarietà di un singolo rapporto sarebbe quella indicata nelle istruzioni di Banca d'Italia (Teg Bankitalia) per la rilevazione del Tegm.

Ciò sarebbe imposto, a parere del giudice meneghino, dalla necessità di confrontare dati omogenei come Teg e soglia d'usura, quest’ultima calcolata a partire dal Tegm.

La pronuncia appena citata tuttavia, si pone in forte contrasto con l'orientamento espresso dalla Corte d'Appello di Milano con la sentenza 3283/13, nella quale è stato chiarito che le istruzioni di Bankitalia non costituiscono fonti normative e non vincolano quindi il giudice.

Inoltre, successivamente ad alcune sentenze della Cassazione, che hanno sancito la disapplicazione delle istruzioni di Bankitalia quando si calcola il costo complessivo di un rapporto bancario, si sono moltiplicate le pronunce di giudici di merito che danno ragione alla clientela.

In questo senso, fondamentale importanza ha la disposizione della Corte d'Appello di Torino del 20 dicembre 2013 che ha distinto i due piani.

Secondo i giudici piemontesi un conto è calcolare il costo di un singolo rapporto (Teg) e un altro è rilevare il Tegm e quindi la soglia d'usura.

Soltanto in quest’ultima fattispecie, le istruzioni di Bankitalia sono vincolanti per le banche mentre non lo sono per il giudice quando deve determinare il costo di un singolo rapporto bancario.

Sembrerebbe, dunque, che sul valore delle istruzioni di Bankitalia molti tribunali confondano tra il momento della rilevazione statistica del Tegm fatta da Bankitalia e il momento del calcolo del costo di un singolo finanziamento a opera del magistrato.

In parole povere, la formula matematica contenuta nelle istruzioni (Teg Bankitalia) avrebbe soltanto valenza statistica e non indicherebbe, proprio per come è costruita, il reale costo del denaro.

Quest’ultimo, secondo il parere degli esperti, può essere individuato soltanto con le normali formule di matematica finanziaria (Teg) che tengano conto anche dell'aumento del costo connesso all'anatocismo.

22 luglio 2014 · Andrea Ricciardi

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