Tasso variabile per il mutuo » mettere da parte la differenza fra rata ipotetica a tasso fisso e quella effettiva a tasso variabile

Signor Vinicio, per prima cosa devo suggerirle di non fasciarsi la testa prima di romperla, anche, se in ogni caso, le sue preoccupazioni sono veritiere. E' sicuro, come è sicura la morte, che i tassi a breve prima o poi saliranno.

Potrei stare qui a parlare da economisti, dicendo che i tassi a breve non sono mai stati così bassi nel dopoguerra, che questo basso livello è anomalo, che quando salgono si tratterà semplicemente di un ritorno alla normalità e non di una stretta crudele, ma mi rendo conto che queste non sono considerazioni interessanti per chi arriva a stento a fine mese.

Comunque, credo e spero che ancora per un bel po' di tempo i tassi-guida della Banca centrale europea rimarranno a livelli storicamente bassi, e che i tassi a breve dei titoli pubblici italiani rimarranno bassi anch'essi.

In questo lasso di tempo, le suggeriamo qualche misura da adottare.

Molte volte ci hanno chiesto consigli sulla scelta del tasso del mutuo.

Fisso o variabile. Bè, a volte i consigli non sono stati molto produttivi.

Ora, dopo aver accumulato un po' di esperienza, ho deciso di non dar più consigli.

Anzi, l'unica cosa che posso suggerire è questa: fare il mutuo a tasso variabile e comiciate a pagare una rata bassa.

Ma, nello stesso tempo, mettete in un libretto di risparmio ogni mese la differenza fra quello che avreste pagato col tasso fisso e quello che pagate col variabile.

Dato che sono convinto che i tassi a breve rimarranno per molti anni sotto i tassi a lunga, questo vi permetterà, quando la rata del variabile dovesse aumentare, di ricorrere a quello che avete messo da parte per non soffrire dell'aumento della rata.

In bocca al lupo

16 ottobre 2013 · Andrea Ricciardi

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