Licenziamento per superamento del periodo di comporto » Non si applica il termine di 60 giorni per impugnare il licenziamento

Una importante conseguenza della specialità della norma sopra indicata è che, in caso di licenziamento per superamento del periodo di comporto, non si applica il termine decadenziale di sessanta giorni per impugnarlo.

La giurisprudenza ha già riconosciuto, infatti, che il termine di decadenza in questione non è applicabile necessariamente in tutti i casi di recesso da parte del datore.

Ciò in quanto il termine di sessanta giorni, previsto dall'articolo 6 della Legge numero 604/1966, deroga al principio generale di cui agli articoli 1421 e 1422 del Codice civile, secondo il quale, salvo diverse disposizioni di legge, la nullità può essere fatta valere da chiunque vi abbia interesse e l'azione per farla dichiarare non è soggetta a prescrizione.

Ne consegue che, sotto questo profilo, la disposizione di cui al citato articolo 6 della Legge numero 604/1966 è da considerarsi di carattere eccezionale e non è perciò applicabile, neanche in via analogica, ad ipotesi di nullità del licenziamento che non rientrino nella previsione della medesima Legge numero 604/1966.

Il termine di sessanta giorni non è quindi applicabile ai seguenti licenziamenti:

  • licenziamento previsto dalla Legge numero 7 del 1963, articolo 1 (sul divieto di licenziamento delle lavorataci per causa di matrimonio);
  • licenziamento previsto dalla Legge numero 1204 del 1971, articolo 2 (sulla tutela delle lavorataci madri);
  • licenziamento non intimato per iscritto e perciò privo della forma richiesta ad substantiam dalla legge;
  • licenziamento previsto dalla Legge del 14 agosto 2008, numero 21702 (licenziamento motivato con il superamento dei limiti di età ed il possesso dei requisiti pensionistici nel caso in cui il prestatore abbia esercitata l'opzione per la prosecuzione dei rapporto ai sensi della legge 29 dicembre 1990, numero 407, articolo 6).

Esigenze logiche di coerenza sistematica impongono di estendere il medesimo principio della non applicabilità della norma di carattere eccezionale contenuta nella Legge numero 604 del 1966, articolo 6 a tutte le ipotesi di recesso datoriale in cui non sia applicabile quella legge.

Anche il recesso per superamento del periodo di comporto rappresenta una forma speciale di cessazione del rapporto di lavoro, come tale non disciplinata dalla legge di carattere generale Legge numero 604/1966, che è non applicabile alla fattispecie, ma dall'articolo 2110 del Codice civile.

Di conseguenza deve essere applicato anche in questo caso il medesimo criterio, affermando il principio di diritto secondo cui "dato che il licenziamento per superamento del periodo di comporto non è regolato dalla legge numero 604 del 1966, e successive modificazioni, ma dall'articolo 2110 del codice civile, comma 2, in questa ipotesi l'impugnazione da parte del prestatore di lavoro non è soggetta al termine di decadenza stabilito dall'articolo 6 della stessa legge", ma solamente ai termini ordinari di prescrizione (Cassazione, sentenza del 28 gennaio 2010, numero 186).

13 maggio 2012 · Antonella Pedone

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