Successione e diritto di abitazione per coniuge superstite

Indipendentemente dalla volontà espressa nel testamento, alcuni soggetti hanno il diritto di ricevere almeno una parte dell'eredità. Il testatore può disporre solo di una quota del proprio patrimonio, che varia tra un quarto e la metà, e viene definita quota disponibile. La parte rimanente dell'eredità è riservata necessariamente  al coniuge, ai figli e, in mancanza di figli, anche ai genitori del testatore (quota necessaria). Sono questi i cosiddetti legittimari, o successori necessari.

Il nostro ordinamento riserva a determinati soggetti legittimari (coniuge, figli e ascendenti del defunto), una quota di eredità, legittima, della quale non possono essere privati per volontà del defunto, sia stata questa espressa in un testamento o eseguita in vita mediante donazioni.Il testatore, pertanto, può liberamente disporre solo della quota che la legge non riserva a questi soggetti ovvero la quota disponibile. Qui sotto le quote di legittima e le corrispondenti quote disponibili previste dalla legge. Figli - in assenza di coniuge, se vi è un solo figlio, allo stesso è riservata la metà del patrimonio (quota disponibile = metà); in assenza di coniuge, se vi sono più figli, sono loro riservati i due terzi del patrimonio da dividersi in parti uguali (quota disponibile = un terzo). Coniuge - in assenza di figli e ascendenti, al coniuge è riservata la metà del patrimonio (quota disponibile = metà). Concorso tra figli e coniuge - nel caso di un solo un figlio, ad esso è riservato un terzo del patrimonio e al coniuge è pure riservato un terzo del patrimonio (quota disponibile = un terzo). Nel caso in cui ci siano più figli, al coniuge è riservato un quarto del patrimonio, ai figli è riservata la metà del patrimonio, in parti uguali tra loro (quota disponibile = un quarto). Ascendenti - in assenza di figli e coniuge, agli ascendenti del defunto è riservato un terzo del patrimonio (quota disponibile = due terzi). Concorso tra ascendenti e coniuge - in assenza di figli ma con coniuge e ascendenti, al coniuge è riservata la metà del patrimonio mentre agli ascendenti è riservato un quarto del patrimonio (quota disponibile = un quarto).

Al coniuge superstite spetta sempre anche  il diritto di abitazione sulla casa di residenza della famiglia (se di proprietà del defunto o comune) e il diritto d'uso dei mobili che la arredano.

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Commenti e domande dei lettori

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  • cigniblu 14 settembre 2013 at 13:52

    Salve, mia mamma è diventata vedova e dal testamento ha ricevuto solo il diritto di abitazione su un appartamento che invece è stato assegnato a mia sorella.
    Adesso le viene notificata un'ingiunzione per vecchi debiti su tasse non pagate dal de cuis, chiamata a pagare quale erede,ma se non ha ricevuto nulla di materiale è tenuta lei a pagare?

    • Ludmilla Karadzic 14 settembre 2013 at 15:00

      Sua madre può rivolgersi al giudice per ottenere, se non sono ancora decorsi i termini di prescrizione, oltre al diritto di abitazione, anche la quota legittima di eredità che le spetta. Avrebbe anche potuto esercitare il diritto di rinuncia all'eredità all'apertura della successione e mantenere il diritto di abitazione che spetta comunque al coniuge superstite.

      In assenza di rinuncia all'eredità, sua madre è obbligata verso i creditori del defunto marito in modo solidale con gli altri eredi che hanno accettato.