Dichiarazione di successione

Se l'asse ereditario comprende beni immobili e/o diritti immobiliari, i chiamati all'eredità (esclusi quelli che hanno rinunciato) e i legatari sono obbligati a presentare la dichiarazione di successione ed a pagare, all'atto della presentazione, le imposte ipo-catastali, i bolli e la tassa ipotecaria.

La presentazione deve avvenire entro un anno (*) dall'apertura della successione (che in genere corrisponde alla morte del “de cuius”), all'Ufficio del registro presso l'ufficio locale dell'Agenzia delle entrate del luogo dell'ultima residenza del defunto.

Può avvenire di persona o tramite raccomandata a/r (in questo caso vale la data di spedizione) e dev'essere fatta utilizzando -pena la nullità - lo stampato fornito dall'ufficio del registro conforme al modello approvato dal ministero delle Finanze.

La dichiarazione dev'essere correlata da una serie di documenti, tra cui:

  • copia autentica dell'atto di pubblicazione del testamento davanti al notaio (ove ci sia testamento);
  • certificato di morte o copia autentica della sentenza di morte presunta;
  • stato di famiglia del defunto e degli eredi e legatari e i documenti probanti la parentela naturale;
  • eventuali rinunce d'eredità;
  • copia autentica degli eventuali accordi per l'integrazione dei diritti di legittima lesi;
  • certificato catastale dei fabbricati e dei terreni (uso successione);
  • certificato destinazione urbanistica terreni (eventuale);
  • prospetto delle imposte auto-liquidate (ipotecarie, catastali e bollo).

Se dopo la presentazione sopravvengono eventi che possono dar luogo a cambiamenti riguardanti l'eredità nonchè maggiorazioni dell'imposta, gli eredi devono presentare una dichiarazione sostitutiva o integrativa, sempre entro il termine di un anno previsto per la prima dichiarazione.

NOTA il termine di presentazione è stato portato da sei mesi ad un anno nel 2003, per effetto della legge 326/03.

I cambiamenti introdotti dalla Finanziaria 2007 e dal decreto fiscale collegato (vedi sotto) non hanno compromesso questa disposizione.

Pur facendo ritornare valida la legge sull'imposta di successione nella versione in vigore prima del 24/10/01 (versione che prevedeva il termine di sei mesi, appunto), hanno anche precisato (Finanziaria 2007, articolo 1 comma 78 lettera c) che il termine resta di un anno.

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