Storie napoletane - Una prestanome colleziona 1.419 multe delle quali 1.227 cadute in prescrizione perchè il Comune dimentica di notificarle nei 150 giorni previsti

Quando ha visto gli uomini della polizia municipale sulla porta della sua abitazione in via della Circumvallazione nel comune di Qualiano, alla periferia di Napoli, Anna Maria Adesso, 63 anni, non ha fatto scenate. Con una smorfia a metà tra il sorriso e la rassegnazione del “lo sapevo che prima o poi sarebbe successo”, li ha fatti accomodare in cucina. Poi, fissando sul tavolo la montagna di multe sigillate una ad una all'interno di buste verdi, ha ammesso: “Sì, sono proprio io l'intestataria di questo furgoncino ma non l'ho mai guidato. Non ho più la patente da 22 anni”.

La signora Adesso proprietaria del furgone più multato del capoluogo campano, non si è proprio scomposta neppure dopo che i tre ufficiali della polizia municipale di Napoli gli hanno notificato uno scatolone colmo di contravvenzioni. In sei anni, è riuscita a collezionarne 1.419 per un valore di 52 mila euro. E quasi tutte per divieto di sosta. Il suo furgoncino targato “Roma” che trasporta frutta e verdura tra un mercato rionale e un altro della città partenopea, è ormai diventato quasi un incubo tra i vigili urbani che prestano servizio per le strade del Vomero, elegante quartiere napoletano. Molti di loro ne ricordano persino la targa a memoria e sono in grado di riconoscerlo in qualsiasi zona della città lo incontrino. Un giorno sì e uno no, dal 2002 allo scorso 7 febbraio, infatti, sono stati costretti a fargli almeno una multa per sosta vietata. Se non era posteggiato davanti ad un cancello, lo sorprendevano in doppia fila oppure all'interno dei parcheggi a pagamento senza però aver mai pagato il ticket.

Se invece era in movimento, lo vedevano fare lo slalom tra il traffico e attraversare gli incroci puntualmente con il semaforo rosso. “Quando oltre vent’anni fa mi hanno rubato la borsa con i soldi e i documenti mi hanno rubato anche la patente di cui non ho mai più chiesto il duplicato”, spiega la maxi multata a Panorama.it, “da quel giorno ho smesso di guidare ed ho iniziato ad utilizzare i mezzi pubblici. Insomma, su quel furgone, io non ci sono mai neppure salita”. Il giallo su chi fosse alla guida del furgoncino lo svela dopo pochi istanti. Il mezzo più verbalizzato di Napoli, spiega Anna Maria Adesso, è in realtà di una facoltosa famiglia residente al Vomero presso la quale la donna ha lavorato per cinque anni facendo le pulizie e vendendo frutta e verdura nel magazzino di loro proprietà.

“Nel 2001 mi hanno chiesto di intestarmi il furgone perché loro avevano già molti mezzi, case e negozi”, si giustifica Anna Maria, “ed io ho accettato in cambio del lavoro e di qualche euro l'anno. Cerchi di capirmi, sono vedova da oltre vent’anni, ho tre figli di cui uno disoccupato con una pensione di soli 450 euro al mese e quei soldi mi facevano proprio comodo”. Poi prosegue: “Quando nel 2004 sono venuta a vivere a Qualiano, però, ho spiegato a quella famiglia che non ne volevo più sapere niente del furgone e avrei rinunciato anche al denaro. Tutte le mie preghiere a San Gennaro e Padre Pio perché il mio desiderio si realizzasse, non sono state esaudite e adesso mi ritrovo sepolta da centinaia di multe che non so come pagare”.

Ma la donna che mentre racconta la sua storia guarda con le mani conserte il ritratto del Santo di Pietrelcina, non sa di aver già ricevuto la grazia. I vigili di Napoli, infatti, hanno potuto notificargli solamente 192 multe (valore di 7.200 euro) perché le altre 1.227 erano tutte cadute in prescrizione. E lei, Anna Maria Adesso, non è stata la sola fortunata. Ad essere stati ‘graziatì e non certo per l'intercessione di qualche santo, dal pagare migliaia di euro di multe, lo sono stati anche centinaia di automobilisti indisciplinati per lo più tutti residenti nella città di Napoli.

“Per sei anni una parte del settore legale della polizia municipale si è ‘dimenticatò di notificare, nei 150 giorni previsti dal Codice della strada, migliaia e migliaia di verbali” spiega il generale Luigi Sementa, comandante della Polizia Municipale di Napoli “questo è avvenuto fino al settembre 2008”. Proprio il generale Sementa, insediato in via De Giaxa lo scorso autunno, durante alcune ispezioni interne ha scoperto che non erano state contestate e notificate oltre un milione e 220 mila multe per un valore di circa 106 milioni di euro. Un ‘bucò per le casse comunali che adesso con molta probabilità, dovrà essere ripagato direttamente dai responsabili. Il record, senza dubbio, spetta ad Anna Maria ma anche Luigi, pregiudicato legato al clan camorristico Moccia di Afragola e titolare di due alberghi nel centro di Napoli, non è stato da meno; la targa della sua auto è stata trascritta su 1.166 verbali e al momento non ne ha pagato neppure uno.

Nella lista nera compare anche Giuseppe, 82 anni, residente in via Vittorio Veneto con 600 infrazioni al Codice della strada. Loro sono solo i primi della classifica dei 1.604 automobilisti che prossimamente vedranno notificarsi a casa decine di contravvenzioni per infrazioni commesse negli ultimi sei anni. La polizia municipale di Napoli, ha iniziato ad esaminare, uno ad uno tutti i verbali intestati a quelle persone che dal 2002 ad oggi hanno superato le cinquanta multe. Affianco ai singoli conducenti spuntano anche centoquarantanove società e aziende di tutta Italia. Tra coloro che sono stati sorpresi a attraversare gli incroci con il semaforo rosso, a percorrere strade e vicoli contromano e a posteggiare in aree vietate anche la Compagnia Napoletana d'Illuminazione, tre istituti di vigilanza privata e persino uno tra i più noti produttori di dolciumi tipici napoletani, ovvero le sfogliatelle. Il record, comunque, spetta ad una società di Fiumicino, Roma, che noleggia auto con 5 mila multe per divieto di sosta e traffico in zona ztl.

di Nadia Francalacci da Panorama.it

7 marzo 2009 · Patrizio Oliva

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