La legge sul sovraindebitamento applicata quando il debitore compie atti in frode ai creditori

Che cosa accade quando il debitore compie atti in frode ai creditori: in tal caso, la legge sul sovraindebitamento può essere applicata? Facciamo luce sulla questione.

Un tribunale, una volta che ravvisi il compimento di un atto in frode ai creditori, o anche solo la presenza di un'iniziativa in tal senso, deve revocare il decreto e rigettare la domanda di omologazione dell'accordo di composizione della crisi da sovraindebitamento, a prescindere dal raggiungimento della maggioranza o dalla convenienza dell'accordo proposto.

Nella fattispecie, analizzata dal Tribunale di Reggio Emilia con decreto dell'11/3/15, si è verificato se il proponente il predetto accordo, prima della proposizione del ricorso ai sensi della citata legge, avesse compiuto atti in frode ai creditori.

In particolare il debitore aveva istituito un trust con intenti elusivi, quando ormai la situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte dal proponente ed il suo patrimonio prontamente liquidabile era già palese.

Conseguentemente, sussistendo un atto di frode compiuto in data antecedente alla presentazione del ricorso per sovraindebitamento, l'accordo proposto non poteva essere omologato.

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