Cosa accade se il piano non coincide con la relazione dell'Organismo di composizione della crisi

Nel dettaglio, che cosa accade se il piano non coincide con la relazione dell'Organismo di composizione della crisi? Scopriamolo nel paragrafo successivo.

Il Tribunale di Frosinone, con sentenza 3131/2015, ha analizzato l'ipotesi in cui la proposta di piano del consumatore non coincide con la relazione redatta dall'organismo di composizione della crisi.

In questo caso, il tribunale può invitare il debitore a porre rimedio a tale criticità.

Nel caso di specie, dietro espresso invito del Tribunale, il debitore, revocato il piano inizialmente proposto, depositava un nuovo piano corrispondente a quello attestato.

Accertata, poi, la sussistenza delle condizioni oggettive e soggettive previste dalla legge per poter accedere alla procedura di composizione della crisi, essendo l'istante un consumatore incapace di far fronte alle proprie obbligazioni (stato di sovraindebitamento) e che era stata depositata la documentazione necessaria, non essendo stati compiuti atti in frode ai creditori e rilevato che la prosecuzione dei pendenti procedimenti di esecuzione forzata avrebbe potuto pregiudicare la fattibilità del piano, veniva fissata l'udienza per l'omologa.

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