L'inammissibilità del piano del consumatore secondo i pareri dei tribunali di merito

Vediamo cosa si evince sull'inammissibilità del piano del consumatore secondo i pareri dei tribunali di merito.

A parere dei giudici del Tribunale di Bergamo, II sezione civile, nella sentenza del 16/12/2014, ai fini dell'ammissibilità del piano del consumatore, al giudice spetta, anzitutto, la verifica sull'esistenza del presupposto soggettivo consistente nella qualità di consumatore, nonché del presupposto oggettivo del sovraindebitamento e la verifica inerente l'elaborazione di un piano a contenuto libero e atipico, di soddisfacimento dei creditori.

Inoltre, il giudice ha il dovere di controllare sul rispetto delle norme imperative, quale quella che condiziona il soddisfacimento parziale dei creditori privilegiati alla preferibilità del trattamento proposto rispetto a quanto deriverebbe dalla liquidazione a valore di mercato dei beni su cui il privilegio insiste.

Invece, secondo il Tribunale di Milano, con decreto del 13/10/15, i requisiti di ammissibilità del piano del consumatore vanno stabiliti al momento del deposito della domanda di designazione dell'organismo di composizione della crisi posto che è a tale data che il ricorrente dichiara di trovarsi nelle condizioni di sovraindebitamento richieste dalla legge.

Inoltre, da quanto si apprende dalla sentenza del 17/12/14S del Tribunale di Ravenna, il giudice può rigettare il ricorso del debitore qualora constati la carenza dei requisiti previsti dalla legge e, in particolare, l'assenza di attestazione di un organismo di composizione della crisi, di documentazione sufficiente a ricostruire compiutamente la situazione economico-patrimoniale dell'istante e di indicazione di scadenze e modalità di pagamento.

È inammissibile la proposta del piano del consumatore qualora questi non depositi la dichiarazione dei redditi necessaria per la ricostruzione della situazione economica e patrimoniale della ricorrente in quanto la stessa avrebbe dovuto essere esaminata dall'attestatore al fine della valutazione sulla fattibilità del piano, come deciso dal Tribunale di Asti con decreto del 18/11/2014.

Sempre secondo il Tribunale di Asti la proposta del piano del consumatore deve ritenersi non ammissibile tutte le volte in cui non prevede il pagamento integrale e immediato dei creditori privilegiati.

Tale inammissibilità si ricava dai seguenti elementi:

  • per legge è possibile prevedere che i crediti muniti di privilegio, pegno o ipoteca possono non essere soddisfatti integralmente, allorché ne sia assicurato il pagamento in misura non inferiore a quella realizzabile,.., avuto riguardo al valore di mercato attribuibile ai beni o ai diritti sui quali insiste la causa di prelazione, come attestato dagli organismi di composizione della crisi;
  • esclusione del credito privilegiato dal computo dei crediti necessari ai fini del raggiungimento della maggioranza per l'omologazione dell'accordo (che non si giustificherebbe se non in virtù del pagamento integrale e immediato dei privilegiati);
  • previsione del venir meno della moratoria nell'ipotesi di vendita del bene sul quale insiste la causa di prelazione.

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