Sovraindebitamento dipendente di un'azienda ospedaliera

Sono dipendente di un azienda ospedaliera che in questo momento si trova in sovraesposizione oltre le sue possibilità di pagamento

Sono dipendente di un azienda ospedaliera che in questo momento si trova in sovraesposizione oltre le sue possibilità di pagamento.

Il problema principale è Agos che vanta circa 40 mila euro per un finanziamento in 180 mesi. Di questi ne ho pagati circa 48, ma oggi non posso più pagare perchè mi trovo nella situazione di dover sfamare due famiglie (spese di casa comprese) in quanto mia figlia ed il marito hanno perso il posto di lavoro.

Ho inviato una lettera raccomandata ad AGOS chiedendo di ridurmi la rata. Dopo varie telefonate di agenzie recupero, ecc..... mi hanno proposto un prestito con un effetto a garanzia che dovrebbe coprirne l'intero importo ed una rata di 461 contro i 670 precedenti..

Le mie esposizioni debitorie sono di circa 1500 euro con uno stipendio di 2000.

Mi consigliate di accettare la cambiale (avrei qualche timore a dire la verità)

Faccio presente che mia moglie percepisce uno stipendio di 900 euro ma siamo in separazione dei beni (se può valere qualcosa).

La sua condizione di sovraindebitamento non si risolverà con la concessione di un rateo mensile di 461 euro contro i 670 che lei dovrebbe corrispondere attualmente

La sua condizione di sovraindebitamento non si risolverà con la concessione di un rateo mensile di 461 euro contro i 670 che lei dovrebbe corrispondere attualmente.

Anche con un rimborso mensile di 461 euro il debito è insostenibile, nel contesto economico che ci riferisce.

E, quindi, firmare la cambiale significherà solo fare un favore alla finanziaria, che non credo proprio ne abbia bisogno. La cambiale non pagata costituisce, infatti, titolo esecutivo, con il quale il creditore, per pignorarle lo stipendio alla fonte, risparmierà il tempo ed il denaro necessari a dover presentare un ricorso per decreto ingiuntivo al giudice.

Probabilmente, non accettando la proposta della finanziaria l'epilogo non cambierà.

Ma, questa la differenza, il creditore dovrà chiedere al giudice di procedere con pignoramento del quinto presso il datore di lavoro. Lei, nell'eventuale circostanza, potrà presentare opposizione, con il supporto di un legale, cercando di sensibilizzare il giudice sulla sua bona fede e volontà di adempiere agli obblighi sottoscritti. Come dimostrato dalla richiesta (spero sia stata inviata con raccomandata AR) di ristrutturazione del debito, che potrà esibire, ed alla quale è stata data risposta sostanzialmente negativa.

Inoltre, nella fase di opposizione al decreto ingiuntivo, lei potrà fornire al giudice la documentazione attestante il temporaneo stato di difficoltà in cui versa: il che potrebbe condurre al favorevole risultato di ottenere un pignoramento dello stipendio nella misura inferiore al quinto, e dunque al di sotto delle 400 euro/mese.

Insomma, se proprio alla finanziaria è dovuta la libbra di carne promessa, che sia in grado di asportarla con fatica e senza ledere il cuore ...

27 settembre 2012 · Ornella De Bellis

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