Macchina in sosta in doppia fila? » Due mesi di carcere

Due mesi di galera per sosta in doppia fila: Per evitare il carcere dovrà pagare 4.000 euro

Un'automobilista, non udente, lascia la macchina in sosta selvaggia e viene condannato a due mesi di carcere. Tornato da lavoro, aveva parcheggiato l'automobile in doppia fila e si era addormentato senza l'apparecchio acustico. Caos nel quartiere.

Due mesi di galera per sosta in doppia fila: Per evitare il carcere dovrà pagare 4.000 euro » La condanna

Due mesi carcere per aver parcheggiato l'autovettura in doppia fila.

Un reato che nella Capitale potrebbe mietere migliaia di vittime e intasare per anni oltre che il tribunale anche le prigioni romane.

Eppure un uomo è stato condannato a sessanta giorni di reclusione per violenza privata (pena poi sospesa) per aver posteggiato la sua Volkswagen Golf accanto alla Fiat Punto di un'altra persona impedendogli per un'ora di uscire dal parcheggio per recarsi al lavoro.

Una vicenda ancora più singolare se si considera che l'autore della manovra selvaggia ha gravi problemi di udito.

Infatti, a un orecchio è sordo e nell'altro ha un apparecchio acustico, e a processo ha sempre giurato di non aver mai sentito il clacson suonato all'impazzata dal malcapitato che ha subito il posteggio in doppia fila.

Due mesi di galera per sosta in doppia fila: Per evitare il carcere dovrà pagare 4.000 euro » Una storia singolare

La sera del nove ottobre di cinque anni fa, un lavoratore romano stava tornando a casa un po' più tardi del solito.

Non trovando un parcheggio nel cortile sotto la sua abitazione, in via Pietro Belon, una traversa di via Casilina, quartiere Torre Maura, aveva deciso di lasciare la sua automobile, una golf, in doppia fila, impedendo così ad un'altra macchina di muoversi.

La mattina seguente, intorno alle sei e mezza, il proprietario dell'auto bloccata era giunto in cortile con sua moglie per recarsi a lavoro.

Si era così immediatamente accorto che non sarebbe riuscito a spostare la sua vettura.

Fortunatamente però la coppia aveva subito capito che quella golf parcheggiata in doppia fila apparteneva ad un condomino che viveva in casa da solo.

Così, il marito aveva subito iniziato a citofonare e visto che non riusciva ad avere alcuna risposta, dopo diversi minuti, era entrato nel palazzo ed aveva iniziato a bussare insistentemente alla porta del vicino di casa che aveva bloccato la sua auto.

Il trasgressore si era poi difeso così in aule:Non ho sentito nulla, la notte sono solito levare le protesi acustiche perchè fischiano e quindi posso solo sentire al venti per cento. Mi sono accorto solo che la porta traballava.

Ad un certo punto, dopo circa quaranta minuti, i due coniugi avevano deciso di rinunciare a muoversi con la macchina e di andare a lavorare utilizzando il motorino.

Ad un tratto però, mentre si allontanavano, avevano notato che il vicino di casa era sceso per spostare l'auto:

L'uomo si era giustificato così: Scusa, scusa non volevo bloccare nessuno.

Io ti denuncio, aveva invece risposto furibondo uno dei due coniugi.

E così la vicenda era finita in procura.

L'uomo era quindi stato rinviato a giudizio e dopo un processo durato un anno è stato recentemente condannato a due mesi di carcere e quattromila euro di risarcimento.

E questo perché la Corte di Cassazione, con una sentenza del 2006, ha stabilito che rifiutarsi di rimuovere l'auto parcheggiata in doppia fila, impedendo così ad altre vetture di muoversi, costituisce reato, quello di violenza privata.

Beh, che dire: Non parcheggiate in doppia fila, soprattutto se siete sordi.

30 ottobre 2013 · Patrizio Oliva

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