Requisiti per accedere al fondo di garanzia mutuo prima casa

Ecco chi può accedere al fondo di garanzia per il mutuo prima casa.

Il mutuatario non dev'essere proprietario, alla data di presentazione della domanda di mutuo, di altri immobili ad suo abitativo, salvo quelli eventualmente acquisiti per successione causa morte, anche in comunione con altro successore (e che siano in uso gratuito a genitori o fratelli).

Stante questo requisito, il fondo è aperto a tutti, ma per la sua fruizione viene data priorità a:

  • giovani coppie: intese come nuclei familiari costituiti da coniugi o da conviventi more uxorio che abbiano costituito il nucleo da almeno due anni, dove almeno uno dei due non abbia superato i 35 anni di età alla data di presentazione della domanda di finanziamento;
  • nuclei familiari monogenitoriali con figli minori: intesi come nuclei costituiti da persona singola non coniugata né convivente con l'altro genitore di nessuno dei propri figli minori con sé conviventi, oppure come nuclei costituiti da persona separata o divorziata o vedova convivente con almeno un proprio figlio minore;
  • conduttori di alloggi di proprietà degli istituti autonomi per le case popolari (IACP);
  • giovani di età inferiore ai 35 anni con contratto di lavoro atipico: vi rientrano i contratti di lavoro a tempo determinato di inserimento, part time, intermittente o a chiamata, ripartito o job sharing, somministrato, a progetto, occasionale.

Dunque, può presentare domanda per accedere al fondo di garanzia, alla propria banca, il titolare di un mutuo acceso per l'acquisto della casa di abitazione principale, posta nel territorio italiano, che sia:

  • proprietario dell'immobile oggetto del contratto di mutuo, di categoria diversa da A/1, A/8, e A/9 (rispettivamente abitazioni signorili, ville e castelli) non considerabile "di lusso";
  • intestatario di un mutuo di importo erogato (quindi il debito iniziale) non superiore a 250.000 euro, in essere da almeno un anno;
  • dichiarante di ISEE non superiore a 30.000 euro.

Inoltre, è necessario che il titolare del mutuo si trovi nella temporanea impossibilità di pagare le rate alla loro scadenza naturale a causa di almeno uno dei seguenti eventi accaduto dopo la stipula del contratto di mutuo e nel triennio precedente alla presentazione della domanda:

  1. cessazione del rapporto di lavoro subordinato, ad eccezione dei casi di risoluzione consensuale, di risoluzione per limiti di età con diritto alla pensione, di licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo, di dimissioni del lavoratore non per giusta causa;
  2. cessazione dei rapporti di lavoro di agenzia, di rappresentanza commerciale ed altri rapporti di collaborazione con prestazione di opera continuativa e coordinata, anche non subordinata, ad eccezione delle risoluzioni consensuali, di licenziamento per giusta causa, di recesso del lavoratore non per giusta causa.
  3. morte o riconoscimento di handicap grave, ovvero di invalidità'civile non inferiore all'80%.

Proseguendo, la sospensione non può essere richiesta per mutui che abbiano almeno una delle seguenti caratteristiche:

  • ritardo nei pagamenti superiore a 90 giorni consecutivi al momento della presentazione della domanda da parte del mutuatario;
  • intervento della decadenza dal beneficio del termine
  • intervento della risoluzione contrattuale, anche tramite notifica dell'atto di precetto;
  • avvio da parte di terzi delle procedure esecutive sull'immobile ipotecato;
  • fruizione di agevolazioni pubbliche;
  • presenza di un'assicurazione a copertura del rischio che si verifichino gli eventi a causa dei quali il mutuatario non è più'in grado di pagare, purché tale assicurazione garantisca il rimborso almeno degli importi delle rate oggetto della sospensione e sia efficace nel periodo di sospensione stesso.

Passiamo ora alla domanda di presentazione.

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