Sospensione della riscossione della cartella esattoriale - La procedura Equitalia

Puoi chiedere direttamente agli uffici Equitalia la sospensione della riscossione degli importi contenuti in una cartella esattoriale o in ogni altro documento notificato da Equitalia quando, ad esempio, hai già pagato l'importo richiesto o sei in possesso di una sentenza che ti ha dato ragione o di uno sgravio dell'ente creditore.

La sospensione può essere richiesta in presenza di qualsiasi causa che rende non esigibile il credito da parte dell'ente pubblico creditore.

La domanda va presentata entro 90 giorni da quando Equitalia ti ha notificato la cartella o il primo atto di riscossione.

È sufficiente presentare un semplice modulo, che trovi allo sportello o sul sito www.gruppoequitalia.it e spiegare i motivi per cui non devi pagare.

Alla richiesta vanno allegati un documento di riconoscimento e tutta la documentazione in tuo possesso, ad esempio la ricevuta che attesta il pagamento già avvenuto, il provvedimento di sgravio o la sentenza a te favorevole.

Se non puoi andare allo sportello di Equitalia per presentare la domanda non ti devi preoccupare. Puoi inviare la richiesta con raccomandata a/r ai recapiti che trovi indicati nella cartella oppure inviando un fax o un'email ai recapiti che trovi nel modulo.

Ricevuta la domanda completa di tutta la documentazione, Equitalia sospende immediatamente l'attività di riscossione e chiede una verifica all'ente creditore. Se la documentazione che hai presentato è incompleta, Equitalia ti chiederà le integrazioni necessarie.

Se entro 220 giorni non riceverai alcuna risposta dall'ente creditore, le somme richieste non saranno più dovute.

Per ulteriori approfondimenti sulla sospensione della cartella esattoriale consulta questa sezione del blog.

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4 agosto 2010 · Antonella Pedone

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Commenti e domande dei lettori

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  • GOLIATH 17 maggio 2013 at 21:24

    Buonasera,
    vorrei sottoporvi il mio caso: Nel 2000 mio padre è stato truffato dal suo commercialista, il quale invece di pagare le tasse si intascava i soldi.
    Quando abbiamo scoperto il fatto abbiamo sporto denuncia e contattato un avvocato ma da indagine fatte il commercialista risultava nullatenente e quindi su indicazione dello stesso avvocato ma anche per problemi economici non abbiamo continuato per via legale.
    Visto l'impossibilità di agire e il continuo arrivo di cartelle ci siamo dovuti indebitare ulteriormente chiedendo altri prestiti alla banca(mutuo con ipoteca etc…)
    Al momento con la rateizzazione delle cartelle stiamo bene o male pagando il tutto ma purtroppo per pagare Equitalia e i mutui mio padre non ha pagato e non riesce tuttora a pagare le tasse che dovrebbe e quindi ancora ad oggi le cartelle continuo ad arrivare...
    Dopo l.ultima cartella arrivata a febbrario 2013 abbiamo fatto richiesta di sospensione perché ormai non possiamo più e alla richiesta abbiamo allegato la denuncia fatta al commercialista e una lettera scritta da lui come ammissione di colpa, motivando inoltre le difficoltà economiche. Oggi la richiesta ci è stata negata perché riporto testuale “esaminata la documentazione fornita e la posizione reddituale (????) non è possibile accettare la richiesta etc etc.
    Tengo a precisare che lo stipendio di mio padre è circa 4500 euro ma tenendo conto le rate di equitalia,mutui ebollette ovviamente non è sufficiente. E' possibile fare ricorso a questo rifiuto di sospensione? Con l'occasione vorrei chiedere cortesemente anche qualche suggerimento/consiglio riguardo alla situazione generale.

    Ringrazio anticipatamente
    saluti

    • Simone di Saintjust 18 maggio 2013 at 05:08

      Da quanto lei ha esposto, effettivamente non sembrano sussistere i presupposti per una sospensione. Il giudice competente per una eventuale opposizione alla decisione assunta da Equitalia è la Commissione Tributaria Provinciale.

      Il suggerimento è quello di non svenarsi nel pagamento delle rate se il rimborso del debito risulta essere insostenibile per la durata del piano di rientro.

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