Intervenuta prescrizione o decadenza del credito sotteso - La sospensione della riscossione della cartella esattoriale

Quando un cittadino ritiene non dovuta una una cartella di pagamento, un avviso e/o un atto di procedura cautelare/esecutiva, può presentare direttamente a Equitalia una dichiarazione per chiedere la sospensione della riscossione nei casi di:

  1. prescrizione o decadenza del diritto di credito sotteso, intervenuta in data antecedente a quella in cui il ruolo è reso esecutivo;
  2. provvedimento di sgravio emesso dall'ente creditore;
  3. sospensione amministrativa comunque concessa dall'ente creditore;
  4. sospensione giudiziale, oppure da una sentenza che abbia annullato in tutto o in parte la pretesa dell'ente creditore, emesse in un giudizio al quale il concessionario per la riscossione non ha preso parte;
  5. pagamento effettuato, riconducibile al ruolo in oggetto, in data antecedente alla formazione del ruolo stesso, in favore dell'ente creditore;
  6. qualsiasi altra causa di non esigibilità del credito sotteso.

La dichiarazione va presentata entro 90 giorni dalla ricezione dell'atto che si contesta e deve essere accompagnata dalla documentazione che giustifica la richiesta.

Se dopo 220 giorni dalla presentazione della domanda l'ente creditore non fornisce alcuna risposta, gli atti contestati vengono annullati.

Attenzione, però . La procedura di richiesta di sospensione della riscossione non sospende anche il termine per il ricorso giudiziale (presso il giudice di pace o la commissione provinciale tributaria, a seconda dei casi). E' quindi consigliabile agire tempestivamente e chiedere che tale sospensione venga concessa, ed in caso di risposta negativa stare molto attenti a non far decorrere i giorni utili (30, 40 o 60 a seconda dei casi). Dopo tale termine, infatti, il ricorso giudiziale non può essere più presentato.

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  • GOLIATH 17 maggio 2013 at 21:24

    Buonasera,
    vorrei sottoporvi il mio caso: Nel 2000 mio padre è stato truffato dal suo commercialista, il quale invece di pagare le tasse si intascava i soldi.
    Quando abbiamo scoperto il fatto abbiamo sporto denuncia e contattato un avvocato ma da indagine fatte il commercialista risultava nullatenente e quindi su indicazione dello stesso avvocato ma anche per problemi economici non abbiamo continuato per via legale.
    Visto l'impossibilità di agire e il continuo arrivo di cartelle ci siamo dovuti indebitare ulteriormente chiedendo altri prestiti alla banca(mutuo con ipoteca etc…)
    Al momento con la rateizzazione delle cartelle stiamo bene o male pagando il tutto ma purtroppo per pagare Equitalia e i mutui mio padre non ha pagato e non riesce tuttora a pagare le tasse che dovrebbe e quindi ancora ad oggi le cartelle continuo ad arrivare...
    Dopo l.ultima cartella arrivata a febbrario 2013 abbiamo fatto richiesta di sospensione perché ormai non possiamo più e alla richiesta abbiamo allegato la denuncia fatta al commercialista e una lettera scritta da lui come ammissione di colpa, motivando inoltre le difficoltà economiche. Oggi la richiesta ci è stata negata perché riporto testuale “esaminata la documentazione fornita e la posizione reddituale (????) non è possibile accettare la richiesta etc etc.
    Tengo a precisare che lo stipendio di mio padre è circa 4500 euro ma tenendo conto le rate di equitalia,mutui ebollette ovviamente non è sufficiente. E' possibile fare ricorso a questo rifiuto di sospensione? Con l'occasione vorrei chiedere cortesemente anche qualche suggerimento/consiglio riguardo alla situazione generale.

    Ringrazio anticipatamente
    saluti

    • Simone di Saintjust 18 maggio 2013 at 05:08

      Da quanto lei ha esposto, effettivamente non sembrano sussistere i presupposti per una sospensione. Il giudice competente per una eventuale opposizione alla decisione assunta da Equitalia è la Commissione Tributaria Provinciale.

      Il suggerimento è quello di non svenarsi nel pagamento delle rate se il rimborso del debito risulta essere insostenibile per la durata del piano di rientro.

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