La risposta del concessionario all'istanza e la successiva sospensione della cartella esattoriale

Sospensione e risposta del concessionario all'istanza presentata dal contribuente.

All'atto della ricezione della dichiarazione il concessionario deve immediatamente sospendere le attività di riscossione relative alla cartella esattoriale.

Entro 10 giorni, poi, il concessionario gira la richiesta all'ente creditore.

Quest'ultimo effettua tutte le necessarie verifiche e invia risposta direttamente al debitore entro ulteriori 60 giorni, tramite raccomandata a/r o via PEC (se è stato fornito il relativo indirizzo o se il debitore è uno dei soggetti obbligati a munirsi di indirizzo PEC).

Nella risposta, che l'ente debitore invia telematicamente anche al concessionario della riscossione, può esserci:z

  1. la conferma della correttezza della documentazione prodotta con conseguente provvedimento di conferma della sospensione dell'atto o, in alcuni casi, con provvedimento di annullamento dell'atto;
  2. l'avviso di inidoneità della documentazione con conseguente ripresa dell'attività di riscossione.

Per il debitore/contribuente il termine massimo di invio della risposta da tenere in considerazione è , pertanto, di 70 giorni dalla ricezione della dichiarazione da parte del concessionario.

Ma le conseguenze negative per l'ente creditore si manifestano molto tempo dopo, precisamente dopo ulteriori 150 giorni. Nel frattempo, comunque, l'atto rimane sospeso.

In caso di mancato invio entro 220 giorni dalla data di presentazione della domanda/dichiarazione da parte del debitore al concessionario, infatti, l'atto oggetto della richiesta si annulla di diritto e il concessionario è automaticamente discaricato della relativa riscossione.

Da notare, però, che questa procedura va utilizzata solo se si è effettivamente in uno dei casi suddetti e solo dopo aver verificato l'effettivo errore.

Se nella richiesta/dichiarazione viene dichiarato il falso o viene prodotta falsa documentazione, oltre nelle norme penali, si incorre nel pagamento di una sanzione amministrativa che varia dal 100% al 200% delle somme dovute, con minimo 258 euro.

30 dicembre 2014 · Gennaro Andele

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