Avviare una risoluzione stragiudiziale delle controversie con il fornitore Tlc attraverso gli organismi Adr

Come avviare e una risoluzione stragiudiziale delle controversie con il fornitore Tlc (fonia, internet, pay tv) attraverso gli organismi Adr.

La più recente disciplina in materia di soluzioni stragiudiziali delle controversie applicabile, quindi, anche alla soluzione stragiudiziale delle controversie nelle comunicazioni, è contenuta nel decreto 130/15, relativo all'attuazione della direttiva 2013/11/UE sulla “risoluzione alternativa delle controversie dei consumatori.

Le disposizioni contenute apportano modifiche al Codice del Consumo: tali nuovi previsioni sono applicabili alla risoluzione extragiudiziale delle controversie che si svolgono dinnanzi a diverse Autorità competenti nei vari settori, e cioè dinnanzi all'Autorità per l'energia elettrica, il gas ed il sistema idrico; alla Banca d'Italia, alla Commissione nazionale per la società e la borsa nonché all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

Si stabilisce che le procedure svolte dinnanzi all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni possano essere considerate procedure ADR se rispettano i princìpi, le procedure ed i requisiti stabiliti nel titolo II – bis del Codice del consumo.

Si stabilisce, inoltre, che presso l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni sia istituito l'elenco degli organismi ADR deputati a gestire le controversie nazionali e transfrontaliere, e che l'Autorità definisca il procedimento per l'iscrizione e verifica il rispetto dei requisiti di stabilità, efficienza, imparzialità nonché il rispetto dei principio di tendenziale non onerosità, per il consumatore, del servizio.

Ogni Autorità deve rendere disponibile al pubblico l'elenco consolidato degli organismi ADR, elaborato dalla Commissione europea e notificato al Ministero dello sviluppo economico.

Gli organismi di risoluzione delle controversie che vogliano essere considerati Alternative Dispute Resolution (cd. ADR), cioè organismi che offrono la risoluzione di una controversia attraverso una procedura ADR, devono presentare una domanda di iscrizione alla rispettiva Autorità competente di settore.

In questo senso, da un lato si lascia la possibilità alle singole Autorità competenti di definire i requisiti, ma, dall'altro, si stabilisce che la domanda di iscrizione all'elenco debba comunque rispettare alcuni requisiti minimi: il nome o la denominazione; le informazioni sulla struttura e sul funzionamento comprese le informazioni sulle persone fisiche incaricate della risoluzione delle controversie; le proprie norme procedurali; le loro tariffe, se del caso; la durata media delle procedure di risoluzione delle controversie; la lingua o le lingue in cui possono essere presentati i reclami e in cui viene svolta la procedura di risoluzione delle controversie; una dichiarazione sui tipi di controversie trattati; i motivi per cui un organismo di risoluzione delle controversie può rifiutare una determinata controversia; una dichiarazione motivata dell'organismo di possedere o meno i requisiti per essere qualificato organismo ADR.

Appare opportuno al riguardo sottolineare come tale domanda di iscrizione all'elenco non ponga nelle mani delle Autorità alcun potere di controllo o di vigilanza sui requisiti degli organismi di ADR, né preveda l'emanazione di un provvedimento amministrativo.

Tale previsione permette però alle diverse Autorità di settore di definire criteri non uniformi di valutazione per l'iscrizione nel registro, pervenendo, quindi, ad una potenziale situazione di disparità degli organismi di ADR che operano nei vari settori.

Va evidenziato altresì come sia compito dell'Autorità provvedere alla sospensione o alla cancellazione degli iscritti all'elenco; precedentemente alla sospensione o cancellazione dall'elenco, l'Autorità segnala preventivamente all'interessato la insussistenza di un determinato requisito e lo invita entro tre mesi a ovviare a tale mancanza; se l'interessato non adempie entro il termina, l'Autorità lo cancella dall'elenco.

L'Autorità è tenuta a notificare l'elenco degli organismi ADR al Ministero dello sviluppo economico quale"punto di contatto unico"con la Commissione europea.

In considerazione della presenza di molteplici Autorità settoriali è prevista l'istituzione di tavolo di coordinamento ed indirizzo presso il Ministero dello sviluppo economico (che è composto da un rappresentante per ciascuna Autorità competente) cui sono assegnati compiti relativi alla definizione degli indirizzi per l'iscrizione nei registri delle varie Autorità, la individuazione dei criteri generali di trasparenza e imparzialità, nonché la determinazione dell'indennità dovuta per il servizio prestato dagli organismi ADR.

È altresì previsto che le Autorità di settore incoraggino sia la massima cooperazione tra gli organismi di ADR nella risoluzione delle controversie transfrontaliere sia tra ADR ed Autorità nazionali attraverso uni scambio di informazioni sulle prassi vigenti.

Il dl 130/2015 non prevede solo obblighi per le Autorità di settore, ma anche in capo agli ADR: un primo obbligo è inerente ad una serie di requisiti dell'ADR, mentre un secondo obbligo riguarda la professionalità delle persone fisiche incaricate della risoluzione delle controversie.

Anzitutto è fatto obbligo agli ADR di mantenere un sito web aggiornato che fornisca alle parti un facile accesso alle informazioni relative al funzionamento degli ADR, e che consenta ai
consumatori di presentare la domanda e la documentazione di supporto necessaria in via telematica; consentire lo scambio di informazioni tra le parti per via elettronica ovvero attraverso i servizi postali; accettare sia le controversie nazionali sia quelle transfrontaliere; adottare i provvedimenti necessari a garantire che il trattamento dei dati personali avvenga nel rispetto delle leggi vigenti.

Per quello che riguarda, invece, l'obbligo posto in capo agli ADR in merito alla professionalità delle persone fisiche incaricate della risoluzione delle controversie viene stabilito che dette persone: siano in possesso delle conoscenze e delle competenze in materia di risoluzione alternativa o giudiziale delle controversie dei consumatori, inclusa una comprensione generale del diritto provvedendo eventualmente alla loro formazione; siano nominate per un incarico di durata sufficiente a garantire l'indipendenza dell'attività da svolgere; siano non soggette ad istruzioni dell'una o dell'altra delle parti o dei loro rappresentanti; siano retribuite indipendentemente dall'esito della procedura.

Le persone incaricate della risoluzione delle controversie devono poi comunicare tempestivamente all'ADR le circostanze emerse nel corso della procedura idonee ad incidere sulla loro imparzialità o indipendenza o capaci di genare conflitti d'interesse.

Tale previsione normativa appare non definire chiaramente requisiti particolari in ordine a titolo di studio o di iscrizione ad albi professionali o di attestazione di formazione specifica rilasciata da un ente di formazione che le persone fisiche debbano possedere, ma delinea un ampio spazio di azione che rimane in capo alle persone fisiche incaricate della risoluzione delle controversie.

In tema di procedure ADR il d. lgs. 130/2015 prevede che esse debbano essere facilmente accessibili alle parti e consentirne la partecipazione senza obbligo di assistenza legale, nonché essere gratuite, ovvero prevede un costo minimo per i consumatori
.
A livello procedurale è stabilito che l'organismo di ADR, a seguito del ricevimento di una domanda, comunichi alle parti l'avvio della procedura che deve concludersi entro novanta giorni termine prorogabile a discrezione dell'organismo ADR di ulteriori novanta giorni.

All'interno del procedimento le parti devono avere la possibilità di esprimere la loro opinione e di ottenere copia delle argomentazioni, delle prove, dei documenti e dei fatti presentati dall'altra parte79; alle parti deve essere notificato l'esito della procedura per iscritto.

Gli organismi di ADR possono anche proporre una soluzione per la controversia, garantendo però che le parti siano informate che: possono ritirarsi dalla procedura in qualsiasi momento; la partecipazione alla procedura non preclude la possibilità di chiedere un risarcimento attraverso un normale procedimento giudiziario; possono accettare o rifiutare la soluzione proposta; un organo giurisdizionale potrebbe proporre loro una soluzione diversa; che l'accettazione della proposta possiede un determinato effetto giuridico e che dispongano di un tempo di riflessione ragionevole sulla proposta che viene formulata.

18 novembre 2015 · Andrea Ricciardi

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