Non è tutta colpa della società di recupero crediti

Mi sembra un po' scorretto e fuorviante prendersela con la società di recupero crediti.

Il mandato di procedere alla riscossione coattiva dell'importo richiesto a sua sorella, la società di recupero crediti l'ha sicuramente ricevuto dalla nota azienda per cui sua sorella lavora.

Sembrerebbe, piuttosto, che i responsabili della nota azienda, che interagiscono con sua sorella, non siano in grado di risolvere la questione. In pratica la nota azienda dovrebbe accollarsi l'onere di corrispondere i 40 euro di spese legali o di recupero, sia perchè è la prima responsabile del disguido, sia perchè non era il caso di affidare un mandato di recupero crediti per un importo così esiguo.

Questo nel merito. Per quanto attiene gli aspetti legali, una lettera non raccomandata non può costituire comunicazione di messa in mora. E, dunque, è come se sua sorella, ad oggi, non avesse ricevuto nulla.

D'altro canto, la società di recupero crediti sta cercando di ottenere la provvigione che le spetta. Ci prova con sua sorella, e, naturalmente, non si sogna di aggiungere al danno la beffa rimettendoci anche il costo della raccomandata.

In realtà i 40 euro andrebbero richiesti al committente (la nota azienda) che, una volta affidato il mandato di riscossione coattiva, non avrebbe dovuto concludere la transazione con il debitore senza pretendere le spese di esazione da riconoscere al mandatario.

24 ottobre 2012 · Paolo Rastelli

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