Pignoramento e sfratto con situazione disperata

Pignoramento stipendio e sfratto esecutivo

Sono in una situazione disperata causa varie traversie. Avevo una carta di credito e una linea di fido con Agos per un totale di 14.000 € che mi aveva portato a pagare una rata mensile di 400 euro.

Purtroppo il mio ex marito ha deciso autonomamente di non pagarmi più il mantenimento e, nonostante denunce e procedimenti penali, le cose non sono cambiate.

Questo ha comportato uno sfratto esecutivo, il pignoramento di un quinto dello stipendio da parte del proprietario e l'impossibilità a pagare le suddette rate da marzo di quest'anno. Purtroppo con 850 € rimanenti di stipendio al mese e un nuovo affitto da pagare non riesco più neanche a fare fronte alle spese ordinarie.

Come proprietà ho solo una macchina del 2007 che non posso neanche vendere per monetizzare perchè, oltre ad un tumore, sono anche malata di sclerosi multipla. A cosa vado incontro se perdura la morosità? Da agos non ho ricevuto nessuna raccomandata, solo avvisi con posta ordinaria, ma oggi si è presentato un esattore di un'agenzia privata che mi sono rifiutata di far entrare in casa.

Sarà possibile pagare il debito anche con piccole rate? Quale può essere la formula migliore per poter iniziare una trattativa con la finanziaria?

Non ci sarà un ulteriore ed immediato pignoramento del quinto

Perché vuole pagare con piccole rate?
La finanziaria creditrice, se proprio ci tiene al rimborso dell'importo vantato nei suoi confronti, dovrà attendere che l'attuale pignoramento del quinto, del suo già magro stipendio, abbia estinto il debito che lei ha maturato con il proprietario della casa da cui è stata sfrattata.

Poi, anche la finanziaria creditrice potrà cibarsi di una libbra della sua carne, sostituendo l'ex "padrone di casa" nel percepire il quota del 20% che il suo datore di lavoro preleverà direttamente dalla stipendio netto.

Se, invece la finanziaria ha proprio fretta, può suggerire di procedere subito con un pignoramento presso terzi (il terzo è suo marito e stavolta, tanto per cambiare, la creditrice è lei).

Mi sembra che tutti abbiano già preso qualcosa da lei. Credo possa anche bastare.

Non è obbligata ad interagire, nè per iscritto, nè per telefono, nè per contatto diretto, con creditori, operatori di call center ed esattori domiciliari.

Se insistono contro la sua volontà, o la molestano, non esiti a sporgere denuncia per stalking. Vedrà che funziona. Garantito al limone!

La trattativa con lei, semmai, dovrà intavolarla Agos o la società di recupero crediti che le subentrerà. Se le faranno, con gentilezza, cortesia e buone maniere, una proposta che non potrà essere rifiutata, per chiudere la questione senza spese legali ed in tempi ragionevoli, lei la prenderà in considerazione. Ma senza alcuna fretta e con la dovuta attenzione ...

14 settembre 2012 · Andrea Ricciardi

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