Sinistro stradale e risarcimento del danno non patrimoniale - La fattispecie

Una donna, nel corso del giudizio instaurato per ottenere il risarcimento dei danni subiti a seguito di un sinistro stradale, cede ad un terzo la ragione di credito relativa al risarcimento del danno biologico e morale.

Al termine del giudizio di primo grado, il Giudice rigetta la domanda, dichiarando, inoltre la nullità della cessione per indeterminatezza o indeterminabilità del relativo oggetto.

La pronuncia in parola viene quindi impugnata dal cessionario del credito, il quale ottiene in secondo grado la riforma della sentenza, con riconoscimento, in suo favore, del diritto di credito al risarcimento del danno biologico e del danno morale patito dalla cedente.

Quest’ultima propone allora ricorso per cassazione, affidato ad un unico motivo, incentrato sulla ritenuta erroneità della decisione della Corte di merito nella parte in cui la stessa ha ritenuto cedibile il credito al risarcimento del danno non patrimoniale.

Ma, a conferma della decisione del giudice di merito, la Corte evidenzia che il diritto di credito al risarcimento del danno non patrimoniale non può ritenersi strettamente personale, sicché è esclusa l'operatività del divieto di cessione posto dall'articolo 1260 del codice civile

9 ottobre 2013 · Giovanni Napoletano

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