Siete indebitati e le società di recupero crediti vi perseguitano? Ecco come comportarsi [Commento 98]

  • Lucav76 24 ottobre 2013 at 10:38

    Salve a tutti,
    avrei bisogno di un consiglio sulla situazione che sto vivendo attualmente, ovvero:

    nel lontano 06/04/2006 ho stipulato un contratto con la H3G per un videofonino, il contratto prevedeva la risoluzione del contratto entro 10 gg previa penale. Il 13 aprile 2006 provvedo a mandare una raccomandata per rescindere il contratto e successivamente una seconda a compleatamento della prima raccomandata il 26 Aprile 2006, chiedendo dove riconsegnare il videofonino e con quale procedura. Non ho mai ricevuto risposta, nel frattempo la scheda sim è stata disattivata, ho provato a contattare sia via mail che per telefono il centro assistenza della 3 per chiedere come far recapitare il telefono, successivamente finalmente si degnano di rispondere alla mail, e mi dicono come spedire il videofonino. Spedisco tutto tramite corriere DHL secondo le loro indicazioni. Ora a distanza di quasi otto anni una società di recupero crediti incaricata da H3G, mi chiede di pagare 480 euro per la disattivazione anticipata del contratto, quando in realtà avevo disdetto nei termini previsti da contratto. Mi stanno chiamando quasi ogni giorno per indurmi a pagare; io ho ancora conservato sia il contratto che le ricevute della posta per le due raccomandate e la copia della raccomandata inviata. L'unica cosa che non trovo è il documento di spedizione tramite corriere DHL, e quindi non so come dimostrare l'avvenuta spedizione.
    Ma siccome pensavo di aver effettuato tutto correttamente non mi sono preoccupato di conservare tutti i documenti a distanza di oltre sette anni. Ora non so come comportarmi e mi da veramente fastidio dover regalare 500 euro per un servizio che non ho mai usufruito. Per ora non ho provveduto al pagamento e non so se sia il caso di mettere un avvocato e quanto ne valga la pena.
    Spero in un vostro consiglio e vi ringrazio per l'interessamento.
    Grazie
    Luca A.

    • Simonetta Folliero 24 ottobre 2013 at 10:59

      Lei ha seguito le procedure previste per il recesso più che diligentemente. Cosa è accaduto allora? In uno scenario molto probabile, disegnato sulla base di esperienze simili, qualche impiegato distratto non ha "fleggato" la casellina necessaria a portare il suo contratto nello status di "rescisso". Oppure, l'addetto avrà registrato solo la data della seconda raccomandata ed il contratto è stato automaticamente classificato come "disattivato anticipatamente". Passato del tempo, i crediti relativi agli importi, dovuti e non pervenuti, relativi alle disattivazioni anticipate, sono stati venduti in blocco, per pochi euro ciascuno, a società di recupero crediti che vivono di questo. E' iniziata, così, la pesca a strascico.

      Cosa fare? Se ne ha voglia, può spedire alla società che l'ha contattata copia del contratto e copia della prima ricevuta di spedizione, diffidandola a non inoltrarle ulteriori richieste di denaro. Più praticamente, può mandare al diavolo i suoi interlocutori, e, se proprio insistono, presentare un esposto all'autorità giudiziaria. Una soluzione che funziona molto bene.

      Qualora, invece, la pretesa dovesse essere inequivocabilmente correlata alla mancata riconsegna del dispositivo mobile dopo l'avvenuta rescissione contrattuale, e solo in questo caso, può cercare un accordo con la società di recupero crediti, tenendo sempre bene e mente che la sua pratica è stata acquistata per non più di una decina di euro (volendo esagerare).

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