Siete indebitati e le società di recupero crediti vi perseguitano? Ecco come comportarsi [Commento 40]

  • karalis 26 agosto 2008 at 05:40

    Buongiorno. Prima di tutto complimenti per la pagina…é davvero interessantissima. Vorrei, se possibile, ricevere un consiglio sul da farsi. Nell'anno 1991 (sí! 17 anni fa) aprii un conto in una Cassa di Risparmio. L'anno successivo mi trasferii all'estero, esattamente nel Venezuela, e da due anni, cioé Aprile 2006 in Spagna. Oggi mi é stata recapitata una raccomanadata A/R inviatami da una societá recupero crediti (non nella lista UNIREC) dove mi si richiede il bonifico di un credito richiesto di 14 milioni di lire (pressapoco 7.300 Eur) piú 11.000 Eur di interessi. Prima di tutto non ho mai richiesto un credito alla Cassa di Risparmio, e poi leggo in calce che oltre al credito mi richiedono anche lo scoperto del mio conto corrente che aprii nel 91. Effettivamente prima dell'espatrio non chiusi il conto corrente presso la Cassa; ma é possibile che dopo 17 anni mi richiedano “scoperto sul conto” e un Credito che non ho mai ricevuto? E poi possibile che le liste AIRE siano pubbliche? Cioé la Societá Crediti é riuscita ad arrivare a me attraverso le liste AIRE consolari (l'unica forma con cui possano avermi rintracciato)…e la privacy? Come devo comportarmi adesso? Devo telefonare a questa societá recupero, oppure non faccio nulla?
    Ringrazio !
    Fiona

    L'AIRE è l'unico anello di congiunzione fra ultimo comune italiano di residenza e il nuovo domicilio del debitore all'estero.

    Le società di recupero crediti, pertanto, contattano l'anagrafe della residenza registrata sui moduli di richiesta prestito.

    Risalgono via via ai comuni dove il debitore si è eventualmente trasferito nel frattempo. Giunti all'ultimo comune di residenza italiano ottengono il domicilio all'estero.

    Non esiste privacy su questi aspetti. Al costo di una marca da bollo le società di recupero crediti possono richiedere il certificato di residenza di chiunque.

    E veniamo al problema della Cassa di Risparmio. Fare nulla è l'ultima cosa da fare!!!

    Alla società di recupero crediti che ti ha contattato (quella che ha acquistato i crediti presunti vantati nei tuoi confronti dalla cassa di Risparmio), bisogna richiedere l'invio della seguente documentazione:

    1) copia del modulo di richiesta del prestito originario di 14 milioni;
    2) copia della comunicazione della Cassa di Risparmio di concessione del prestito;
    3) copia della lettera di cessione del credito da Cassa di Risparmio a società di recupero crediti;
    4) Comunicazioni di messa in mora al domicilio che avevi nel 1991, effettuate dalla Cassa di Risparmio;
    5) estratto dettagliato di importi a capitale ed importi ad interessi che ti vengono richiesti.

    Purtroppo io credo che, a differenza di quanto sembrerebbe, i tuoi debiti non siano caduti in prescrizione. Uno degli errori che spesso il debitore commette è quello di cambiare indirizzo sperando che ciò basti a far perdere le proprie tracce.

    In questo caso una raccomandata A.R. al domicilio denunciato nell'apertura del conto corrente o nel modulo di richiesta prestito vale ad interromper i tempi di prescrizione, essendo obbligo del debitore comunicare al creditore tutte le variazioni di domicilio e/o residenza.

    Ciò detto bisogna fare una ricognizione dei debiti presunti che ti vengono attribuiti. Il prestito che dici di non aver mai richiesto potrebbe essere stato erogato in seguito ad una frode creditizia, come il furto di identità. Qualcuno che sapeva che ti eri trasferita all'estero...

    Quando avremo notizie più certe sui tuoi obblighi, vedremo quali sono prescritti, quali dovuti, quelli che eventualmente derivano da frode (ed in questo caso bisognerà anche denunciare la cosa all'Autorità giudiziaria).

    Esamineremo le tue disponibilità in beni mobili, immobili e stipendi.

    E solo a questo punto sarà possibile decidere il da farsi: aprire un contenzioso su eventuali somme non dovute oppure fare un accorso a saldo e stralcio con un eventuale piano di rientro o anche comunicare la situazione economica per la quale non è possibile onorare i debiti contratti (e riconosciuti).

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