Ma attenzione a non confondere debiti ordinari con debiti esattoriali

Il debito di Pippo non riguardava cartelle esattoriali e dunque crediti di origine erariale (e/o amministrativa) vantati dallo Stato (o da enti locali). Pippo non aveva a che fare con Equitalia (o una delle sue partecipate) per importi iscritti a ruolo.

Pippo è stato in qualche modo baciato dalla fortuna. Il debito originario contratto con la finanziaria è stato ceduto prima alla società A e poi da questa girato alla società B, entrambe disponibili ad un accordo pur di recuperare qualcosa.

Pippo ha avuto il buon senso di capire quando interrompere il gioco. Non ha bluffato oltre misura. Il suo approccio con la società B è stato remissivo ed intelligente. Non si è posto con arroganza. Non ha minimamente fatto trasparire un messaggio del tipo “Non potete o non vi conviene procedere in via giudiziale. E dunque prendere o lasciare ...”. Cosa che potrebbe indurre una società di recupero (anche di serie B) a rimetterci finanziariamente, pur di dare una lezione di vita al debitore.

Certo, Pippo è riuscito a non pagare i debiti (ne ha pagato solo una minima parte) e, forse, continuerà pure a vivere serenamente. Ma come per ogni aspetto della vita occorrono buon senso, umiltà, intelligenza ed anche tanta, tanta, tanta fortuna …..

Non basta solo la lettura di un libro. Questo è poco, ma sicuro.

Per sgombrare poi il campo da possibili equivoci ed evitare danni al lettore poco attento diciamo subito che le tematiche debitorie, qui affrontate, non sono quelle derivanti dagli importi iscritti a ruolo e notificati tramite cartelle esattoriali.

La cartella esattoriale, come è noto, trae origine da crediti erariali (quelli contratti con il fisco per mancato pagamento di imposte, imposte evase o maggiori imposte calcolate in seguito ad accertamenti) o da infrazioni amministrative (multe).

In questi casi consigliamo di valutare, con la dovuta attenzione, l'eventuale decisione di non pagare quanto dovuto.

La gestione del recupero degli importi iscritti a ruolo e notificati al debitore tramite cartella esattoriale è affidata a Equitallia. Equitalia è una società di proprietà dell'INPS per ill 49% e dell'Agenzia delle ENTRATE per il 51%. Non si tratta dunque, come affermano alcune leggende metropolitane, di una società privata. Certo agisce come società privata per la riscossione degli importi iscritti a ruolo, ma è in realtà controllata dallo STATO. Equitalia è presente sul territorio nazionale, tranne la Sicilia, con 31 società partecipate, che svolgono il ruolo di agenti della riscossione per Stato ed enti locali.

In caso di mancato pagamento della cartella esattoriale nel termine di 60 giorni, sulle somme iscritte a ruolo sono dovuti gli interessi di mora a decorrere dalla data di notifica della cartella, nonché il compenso a favore del concessionario (Equitalia o società partecipate). Trascorso tale termine, il concessionario senza necessità di ulteriori avvisi (salvo quanto previsto dalla normativa della riscossione coattiva dei tributi iscritti a ruolo) potrà avviare le azioni e le procedure per la riscossione coattiva, dell'importo indicato nella cartella esattoriale, su tutti i beni del debitore e dei suoi coobbligati.

È bene evidenziare che il procedimento di riscossione coattiva è caratterizzato da presunzioni, restrizioni e preclusioni a carico del debitore e dei terzi che sono giustificate dal fondamentale interesse pubblico alla tempestiva riscossione dei crediti tributari iscritti a ruolo con cartella esattoriale.

In altre parole, il supremo interesse dello Stato nel recupero dei crediti vantati, ha portato alla definizione di procedure per la riscossione degli importi iscritti a ruolo con regole che sono tutte a favore di una sola delle due parti: l'erario. Poche, o nulle, le possibilità di spuntarla per il povero contribuente a meno che questi non possa permettersi, come Valentino Rossi, tributaristi di fama del calibro di Vincenzo Visco o Victor Uckmar.

Va fatta una ulteriore distinzione. Il credito “in sofferenza” può essere acquistato da società con politiche di recupero non orientate ad accordi a "saldo stralcio" (pochissime) oppure può finire nel giro di una galassia di piccole e medie strutture, a dimensione familiare o parafamiliare, che negli ultimi anni si sono dedicate, il più delle volte improvvisando, alla lucrosa attività del recupero crediti. In pratica quelle che abbiamo indicato nell'esempio come società A e società B.

Solo in un caso non sarete costretti ad onorare il vostro debito. Qualora, cioè, non risultiate proprietario di beni mobili ed immobili e la vostra attività lavorativa venga retribuita in nero. In caso contrario vi ritrovereste, in men che non si dica, con una ipoteca sull'abitazione, con il sequestro dell'automobile o con lo stipendio, pensione, o compenso professionale pignorato.

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29 luglio 2013 · Chiara Nicolai

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Commenti e domande dei lettori

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  • Lucav76 24 ottobre 2013 at 12:24

    Grazie Simonetta è stata davvero molto utile e gentile, la ringrazio infinitamente e le auguro una buona giornata, seguirò i suoi consigli, grazie mille!!!!

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