Siete indebitati e le società di recupero crediti vi perseguitano? Ecco come comportarsi

Ci riferiremo, tanto per fissare le idee, a debiti derivanti da acquisti effettuati avvalendosi di contratti di finanziamento per il così detto credito al consumo.

Quando la finanziaria non riesce a recuperare le rate del prestito

La finanziaria, che non riesce a recuperare le somme erogate, non agisce direttamente contro il debitore. In genere non è organizzata, nè ha le competenze, per l’attività di esazione.

Attraverso operazioni di factoring il credito viene allora ceduto alle società di recupero crediti.

Chiameremo il nostro ipotetico debitore protagonista Pippo.

Pippo ha comprato una cucina comprensiva di macchina del gas, frigorifero e congelatore. Con ripiani in marmo. Bene. Il tutto gli è costato 10 mila euro, ma a rate, usufruendo di un finanziamento concesso per credito al consumo. Non solo. Il pagamento inizia dopo 6 mesi a tasso zero (ma questo neanche gli interessa) e quel che più importante non ha sborsato neanche un euro di anticipo.

Pippo non paga le rate alla scadenza. Neanche la prima. Dopo un annetto la finanziaria (visto che le prescritte comunicazioni con raccomandata A/R, condite con minacce di azioni legali, pignoramenti, sequestri ecc. sono anche tornate indietro per compiuta giacenza, mai ritirate) decide di vendere il credito vantato nei confronti di Pippo (ovvero il debito di Pippo).

L’iscrizione del debitore nella banca dati dei cattivi pagatori e la cessione del credito

Cosa fa la finanziaria creditrice? Certo iscrive Pippo ad una banca dati dei cattivi pagatori. E da quel momento, sia chiaro, Pippo non potrà più accedere ad ulteriori finanziamenti.

Subito dopo vende il credito. Lo vende ad una società, che indicheremo come società A, la quale ipotizzeremo – come quasi sempre accade nella realtà – svolge la propria attività in tre stanze relegate in una periferia cittadina. Non c’è uno studio legale associato. Non esistono strutture investigative o quanto meno impiegati esperti nelle ricerche anagrafiche e/o agenti esattoriali qualificati. La forza lavoro è costituita da impiegate con partita IVA che, dovendo scegliere fra un impiego a percentuale sugli importi recuperati o una occupazione, sempre a percentuale, in una hot line telefonica, propendono per la prima (chissà perchè poi…).

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Commenti e domande dei lettori

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  • Lucav76 24 ottobre 2013 at 12:24

    Grazie Simonetta è stata davvero molto utile e gentile, la ringrazio infinitamente e le auguro una buona giornata, seguirò i suoi consigli, grazie mille!!!!

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