L'assegno divorzile deve continuare a rendere possibili lo shopping i viaggi e le cene che l'ex coniuge effettuava in costanza di matrimonio

Incombe sempre al marito l'onere di provare che la moglie avrebbe la possibilità concreta di esercitare un'attività lavorativa a lei confacente e tale da consentire il raggiungimento non già della mera autosufficienza economica, ma di un tenore di vita sostanzialmente non diverso rispetto a quello goduto in costanza di matrimonio.

L'assegno divorzile accordato in favore dell'ex coniuge deve essere sufficiente a coprire le consistenti spese per vestiario, per viaggi, cene ed altro che mediamente sono state effettuate nel corso del matrimonio.

Così hanno deciso i giudici della Corte di cassazione con la sentenza 21670/15.

24 ottobre 2015 · Chiara Nicolai

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