Servizi postali e Iva » Tar respinge ricorso di Poste Italiane dopo sentenza Agcm

Servizi postali: l'Antitrust (Agcm), nel 2013, a proposito dell'esenzione dell'Iva da parte di Poste Italiane, aveva sancito che la società aveva abusato della propria posizione dominante, dando un ultimatum, alla stessa, di 180 giorni, entro i quali avrebbe dovuto applicare l'imposta nei servizi postali negoziati individualmente per non discriminare i concorrenti. Ma Poste Italiane S.p.A. aveva presentato ricorso presso il Tar del Lazio. Vediamo gli sviluppi della vicenda.

Servizi postali: Agcm vs Poste Italiane su applicazione Iva

Centottanta giorni per applicare l'iva nei servizi postali liberalizzati e cessare l'abuso di posizione dominante con il quale sono stati discriminati i concorrenti.

Era questo il tempo che l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato aveva dato a Poste Italiane al termine dell'istruttoria avviata il 6 marzo 2012.

Nella riunione del 27 marzo 2013, l'Antitrust aveva infatti stabilito che Poste Italiane, non applicando l'imposta sul valore aggiunto su quei servizi che, pur rientrando nel servizio universale, vengono negoziati individualmente, aveva abusato della propria posizione dominate in violazione della normativa comunitaria.

Tale condotta, infatti, aveva consentito a Poste di formulare offerte idonee a escludere i concorrenti dai mercati interessati che non avevano potuto replicare offerte competitive visto che l'aliquota applicabile era quella del 21 per cento.

In linea con la giurisprudenza della Corte di Giustizia Europea l'Autorità non aveva tuttavia imposto sanzioni a Poste poiché l'esenzione iva è prevista da una normativa nazionale, contrastante con la normativa comunitaria.

L'Antitrust aveva quindi disapplicato la legge italiana per accertare l'abuso e imporre a Poste la sua cessazione.

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