Effettuare un reclamo alla compagnia telefonica per i servizi telefonici a pagamento non richiesti sul proprio cellulare

Fare un reclamo con la richiesta di rimborso è una cosa molto molto importante da fare ed è fondamentale essere molto precisi e chiari nel farla.

Come primo passo, anche se può sembrare banale, è bene impostare correttamente la richiesta di rimborso al proprio gestore telefonico che si ha al momento.

Tutte le carte dei servizi dei gestori telefonici danno informazioni sulla possibilità di inviare reclami e sui tempi medi di risposta.

Di solito viene data possibilità di inviare reclami per email o fax, ma il nostro consiglio resta sempre quello di inviare una raccomandata a/r, così da mettersi fin da subito nella condizione di poter dimostrare l'invio e la ricezione, dando fin da subito valore legale alle proprie considerazioni.

Nella raccomandata a/r, oltre a contestare disservizi e violazioni di legge, si possono fare richieste e dare un termine per il loro accoglimento, con minaccia di adire, in caso contrario, le vie legali.

Questo tipo di lettera di chiama messa in mora.

Come accennato, la messa in mora è una procedura per intimare ufficialmente alla controparte (che non rispetta il contratto) un determinato adempimento.

E' importante ricordare che la controparte è il soggetto col quale si è concluso il contratto, quindi occorre non farsi rimandare ad altri soggetti. Come prevede l'articolo 1219 del Codice civile, la messa in mora necessita di forma scritta e deve essere inviata per raccomandata con avviso di ricevimento o PEC.

La lettera deve essere incisiva e sintetica e deve contenere:

  1. Descrizione dei fatti che danno il diritto a una certa prestazione. E' utile evidenziare le discrepanze tra gli obblighi contrattuali e quello che in realtà è accaduto.
  2. Richieste puntuali: consegna del bene, risoluzione del problema, e quantificazione del risarcimento danni richiesto.
  3. Fissazione di un termine: ad esempio 15 giorni dal momento in cui la controparte riceve la raccomandata o PEC, ma per casi urgenti il tempo concesso può essere anche di 24/48 ore.
  4. Minaccia di adire le vie legali con beneplacito di spese e danni nel caso la controparte non provvedesse a soddisfare le richieste.

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