Quali sono i servizi a pagamento non richiesti sul cellulari più comuni in cui incappano i consumatori italiani

Quali sono i servizi a pagamento non richiesti sul cellulari più comuni in cui incappano i consumatori italiani.

L'inganno, di per sé, può avvenire in molti modi. Noi ne abbiamo individuati quattro.

Il primo è banale: la pubblicità o la pagina di attivazione (a cui si accedere con un clic - volontario o no - sulla pubblicità) contiene informazioni ingannevoli. Non dice con chiarezza che c'è un costo o che cliccando l'utente viene abbonato.

Dal secondo al quarto si entra invece nel regno di trucchi che hanno molto a che fare con la pirateria informatica. È possibile ingannare l'utente attraverso banner invisibili, nascosti in una pagina di un sito qualunque o su una app. Noi clicchiamo sullo schermo, normalmente, per lo scrolling della pagina e non sappiamo di aver cliccato sulla pubblicità, che fa poi aprire un'altra pagina dove si attiva all'abbonamento.

Qui servirebbe un secondo clic dell'utente, per conferma, ma può entrare in gioco la casualità (con i touchscreen sono facili i clic involontari) oppure altri trucchi. Agcom ha scoperto che alcune pubblicità o alcune pagine dei servizi riescono a trovare da soli i codici informatici corrispondenti al clic.

Noi non facciamo niente ma la pagina invia lo stesso l'informazione "l'utente ha fatto un clic", simulandolo nel linguaggio informatico.

Il quarto metodo richiede invece un malware, che si è installato sul nostro sul cellulare, in modo da obbligarlo a fare questo famigerato clic. Alcuni, sofisticati, fanno apparire la pagina del servizio ogni volta che l'utente riceve una telefonata. Noi portiamo all'orecchio il telefono, senza sapere che si è aperta da sola la pagina con il tasto "abbonami" e involontariamente ci clicchiamo con la guancia o l'orecchio.

Dopo questo clic, il fornitore del servizio contatta l'operatore mobile, che gli fornisce il numero di telefono dell'utente, su cui può avvenire l'addebito. Tutto in automatico. È su questo passaggio di informazioni che si sono concentrate le nuove decisioni dell'Antitrust e di Agcom.

Per la prima volta hanno messo in discussione la liceità di questa prassi degli operatori, che mai hanno chiesto all'utente l'autorizzazione per fornire a terzi il numero (sebbene questa informazione viaggi in forma anonima).

Insomma, l'Antitrust accusa gli operatori non solo di non aver tutelato abbastanza gli utenti; ma - ed è la novità dell'ultima decisione - di aver messo in piedi un sistema che di per sé è lesivo dei nostri diritti.

Agcom va nella stessa direzione: chiede, nella delibera, che gli operatori permettano l'addebito del servizio solo se l'utente scrive il proprio numero di telefono sulla pagina relativa.

Mai più clic, mai più passaggi di numeri, quindi.

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