Separazione personale » Fare figli in ritardo per dedicarsi alla carriera non è causa di fallimento del matrimonio: nessun addebito al coniuge

Non va addebitata la separazione personale al coniuge che ha voluto attendere, prima di mettere su famiglia, per puntare sulla propria carriera.

Nell'ambito di una separazione personale, l'idea di mettere su famiglia dopo alcuni anni di matrimonio, una volta conseguita una maggiore stabilità lavorativa, non può essere causa del fallimento di un rapporto di coppia.

Questo, riassunto in breve, l'orientamento espresso dalla Corte di Cassazione con sentenza 24157/14.

Da quanto si apprende dalla pronuncia appena esplicata, non sussiste nessun addebito della separazione personale, se un coniuge non vuole subito figli per puntare sulla carriera: ciò non può essere causa del fallimento di un matrimonio.

A parere degli Ermellini, infatti, la nascita di un figlio, avvenuta con ritardo rispetto al matrimonio, non può essere causa di addebito nell'eventuale causa per la separazione giudiziale dei coniugi.

Spiegano i Giudici di piazza Cavour, che, non stupisce, né appare riprovevole che l'importante decisione di avere un figlio venga assunta dopo alcuni anni di matrimonio, al conseguimento di una maggiore stabilità lavorativa da parte di entrambi i coniugi.

Meglio aspettare, dunque.

La tanto agognata carriera, può essere motivo per attendere il momento giusto per concepire la prole.

Pertanto, non si può dare la colpa del fallimento del matrimonio a chi ha voluto rimandare per puntare tutto sul lavoro.

E' inutile, quindi, in tale fattispecie, chiedere al giudice l'addebito della separazione personale a carico del coniuge fissato con il proprio impiego.

13 novembre 2014 · Andrea Ricciardi

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