Separazione fittizia - i vantaggi dall'Irpef

Il vantaggio più immediato viene dall'Irpef, ovvero il contributo che il cittadino versa all'erario pubblico, conteggiato sulla base dei redditi di cui ha disposto durante l'anno solare.

Per calcolare l'Irpef alla somma di tutti i redditi dobbiamo dedurre alcune tipologie di spesa, individuate dalla normativa fiscale. Tra queste anche l'assegno di mantenimento al coniuge separato o divorziato, cifra stabilita dalla sentenza del giudice (non sono deducibili, invece, gli alimenti versati ai figli).

Facciamo, dunque, l'esempio di un contribuente, unico percettore di un reddito pari a euro 31.309,00 annuo, e che ha a suo carico la moglie, un figlio maggiorenne, un figlio minorenne e possiede la casa dove abita.

L'Irpef da lui versata all'erario nel 2010 è stata pari a euro 5.571, cui occorrono sommare 282 euro di addizionale regionale e 250 euro per l'addizionale comunale, per un totale di euro 6.103,00.

Ipotizziamo che il nostro contribuente si separi dalla moglie e versi a quest’ultima un assegno di mantenimento pari a 2.400 euro l'anno.

Rimanendo invariate le detrazioni a lui spettanti, può portare ulteriormente in deduzione gli alimenti (solo quelli per il coniuge); quindi il risultato sarà: Irpef 4.659 euro, addizionale regionale 240 euro e addizionale comunale 231 euro, per un totale di 5.130 euro. Il risparmio è di 441 euro.

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