Gli altri orientamenti giurisprudenziali sul tema della separazione e delle agevolazioni fiscali per la prima casa

Vediamo quali sono gli altri orientamenti giurisprudenziali sul tema della separazione e delle agevolazioni fiscali per la prima casa.

La pronuncia in commento nel paragrafo precedente esprime totale chiarezza su un punto sul quale in precedenza sono stati espressi diversi orientamenti.

Secondo un primo orientamento, infatti, (sentenza 2263/2014), il trasferimento di un immobile in favore del coniuge per effetto degli accordi intervenuti in sede di separazione consensuale sarebbe comunque da ricondurre alla volontà del coniuge cedente e non al provvedimento giudiziale.

Pertanto, qualora l'alienazione intervenga nei cinque anni successivi all'acquisto beneficiato dall'agevolazione prima casa, senza che il coniuge alienante abbia ricomprato, entro l'anno ulteriore, un altro appartamento da adibire a propria abitazione principale, l'agevolazione fiscale di cui egli abbia beneficiato per comprare l'immobile poi ceduto dovrebbe essere revocata.

Secondo un'altra tesi, invece, (sentenza 3753/2014 e circolari Agenzia delle Entrate 27/2012 e 2/2014) l'attribuzione a un coniuge da parte dell'altro della proprietà della casa coniugale, in adempimento di una condizione inserita nell'atto di separazione consensuale, non costituisce una forma di alienazione dell'immobile rilevante ai fini della decadenza dell'agevolazione prima casa, bensì una modalità di utilizzazione dell'immobile per la migliore sistemazione dei rapporti fra i coniugi in vista della cessazione della loro convivenza.

Ora, con l'ultima pronuncia in ordine cronologico, ovvero la 5156/2016, è stato stabilito che, dato che il trasferimento dell'immobile in attuazione dei patti di sperazione è svincolato da qualsivoglia corrispettivo e non rappresenta un atto di donazione, sarebbe irragionevole la comminatoria della decadenza dall'agevolazione goduta in sede di acquisto dell'immobile in questione.

Non essendo configurabile alcun intento speculativo e non avendo, il coniuge cedente, conseguito alcuna somma da reimpiegare per l'acquisto di una nuova casa, il contribuente non può essere sanzionato con la perdita del beneficio fiscale di cui si è avvalso in sede di acquisto.

Dunque, il contribuente che, in sede di separazione, trasferisce al coniuge la casa coniugale prima del decorso del quinquennio dall'acquisto per il quale aveva usufruito delle agevolazioni fiscali, non decade dai relativi benefici atteso che l'immobile, acquistato per essere destinato a casa familiare, tale rimane.

1 giugno 2016 · Gennaro Andele

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